Il Canada è distante anni (luce) dalla 4day work-week 

Il passaggio alla settimana lavorativa di quattro giorni potrebbe richiedere 6.22 anni per diventare realtà in Canada. Una ricerca condotta da Citrix ha misurato il tempo che 500 lavoratori di diversi Paesi dovranno ragionevolmente aspettare prima che possa essere accolta la proposta di ridurre l’orario di lavoro a quattro giorni su sette. 

Una misura che i canadesi sembrano apprezzare. L’88% degli intervistati, infatti, accetterebbe subito il cambiamento, se venisse proposto dalla propria azienda. La maggioranza (74%) lo farebbe solo nel caso in cui mantenesse lo stesso trattamento retributivo, mentre appena il 14% sarebbe disposto ad accettare anche una riduzione dello stipendio pur di guadagnare un giorno libero in più.  

Più della metà dei dipendenti canadesi ritiene, però, che la settimana corta non sia una misura realizzabile a livello nazionale: il maggior ostacolo è individuato dal 32% dei rispondenti in una certa cultura aziendale che vuole i lavoratori premiati o promossi solo se trascorrono più tempo possibile in ufficio. “Le imprese canadesi devono prima riesaminare il modo in cui misurano la produttività dei dipendenti. C’è bisogno di un cambiamento nella valutazione del personale, che passi dalle ore di lavoro ai preziosi risultati raggiunti”, sostiene Ed Rodriguez, Country Manager di Citrix Canada. 

I canadesi dovranno, quindi, aspettare ancora qualche anno. Sono, però, in buona compagnia. Secondo la stessa ricerca, i lavoratori del Regno Unito si aspettano di vedere attuata la nuova organizzazione del lavoro nell’arco di 5.61 anni, mentre i dipendenti francesi credono che accadrà non prima di 5.89 anni.  

Fonte: Canadian HR Reporter 

orario di lavoro, Canada, 4day week


Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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