Il nuovo ufficio? Componibile come un Lego

Per il New York Times il nuovo volto degli uffici di Google, che il quotidiano statunitense ha potuto visitare in anteprima, si sintetizza come l’incontro tra Ikea e Lego: uno stile moderno, leggero e soprattutto componibile, perché ogni ufficio si può costruire da zero aggiungendo un tassello dopo l’altro. Il colosso di Mountain View sta, infatti, ridisegnando i canoni dell’ufficio post pandemico, per riportare sul luogo di lavoro quanti hanno trascorso l’ultimo anno lavorando da casa e non sembrano aver voglia di tornare alla scrivania.

Big G ha deciso di incoraggiare – senza rendere obbligatorio – il rientro in ufficio dei dipendenti già vaccinati a partire da settembre 2021. Nel frattempo, ha rivoluzionato gli spazi interni e progetta di inaugurare il nuovo design degli uffici nel 10% delle sedi in tutto il mondo. Ha però chiesto aiuto a diversi gruppi di consulenti, incluso un team di sociologi che ha studiato la Generazione Z e il modo in cui gli studenti più giovani imparano e socializzano, per immaginare i desideri dei futuri dipendenti.

I nuovi uffici sono una tela bianca: sedie, scrivanie, lavagne e attrezzature informatiche possono combinarsi in modi differenti e in alcuni casi possono anche venire risistemate in poche ore. Per gestire la nuova modalità ibrida, con lavoratori in presenza e da remoto, Google ha progettato una nuova sala riunioni ribattezzata “Campfire”. Nel nuovo spazio, le persone presenti sono sedute in una struttura circolare e intervallate da grandi display verticali, deputati a trasmettere i volti di coloro che prenderanno parte alle riunioni da remoto. In questo modo, i partecipanti virtuali si troveranno sullo stesso piano di quanti saranno fisicamente presenti.

Aree all’aperto e uffici personalizzabili

In alcune delle sue sedi in giro per il mondo, Google sta costruendo aree di lavoro all’aperto per rispondere ai diffusi timori di nuovi contagi dentro gli uffici. Dal momento che il clima della Silicon Valley lo consente, una delle aree parcheggio dell’headquarter californiano è stata riconvertita in Camp Charleston, uno spazio che alterna prato e piattaforma in legno, grande quanto quattro campi da tennis, dotato ovunque di wifi.

Anche gli spazi interni si stanno adattando alle nuove esigenze. L’obiettivo è superare ogni rigidità, inclusa quella di mura e sistemi di areazione che, nel nuovo ufficio, sono personalizzabili per ciascuna postazione. La privacy di ogni meeting è assicurata dall’intervento di un robot su ruote, in grado di circoscrivere l’area e gonfiare in pochi minuti un muro di palloncini in cellophane per ‘nascondere’ ogni postazione da sguardi indesiderati.

D’altronde, Google assicura di avere le idee chiare sul futuro del lavoro. E le ha individuate in tre trend: si lavora dappertutto e non solo in ufficio; i dipendenti hanno bisogno di un luogo di lavoro che cambi costantemente; gli uffici hanno bisogno di essere qualcosa di più che semplici scrivanie e meeting room.

Fonte: The New York Times

spazi di lavoro, uffici, Google


Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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