Il trasporto è il driver della Logistica (e va pagato)

Ogni ordine è un pacco. La vera rivoluzione dell’ecommerce riguarda il mondo dei trasporti. Milioni di pezzi vengono fatti transitare ogni giorno verso le destinazioni più disparate, spesso senza che i costi della consegna siano avvertiti dal consumatore finale. I grandi player hanno compreso prima di altri l’importanza dei trasporti e, nel loro mondo regolato dagli algoritmi, hanno puntato tutto sulla velocità e sul servizio al cliente. Anche a costo di rimetterci.

E non si tratta solo dell’impatto sui lavoratori, con driver costretti a turni massacranti. Laddove non operino in perdita, tutti i grandi marketplace hanno abbassato in maniera significativa la redditività dei trasporti, inseguendo il mantra del next day o addirittura del same day delivery. Con l’effetto di cambiare la percezione del consumatore: se la consegna è gratis, allora non ha valore. Traslando il concetto dal mondo B2C al B2B, il rischio è che anche nei rapporti tra aziende e fornitori passi l’idea che il trasporto sia una parte trascurabile della Logistica, un elemento di costo da non considerare. Al contrario, è uno degli asset fondamentali di tutta la catena logistica e va riconosciuto anche da un punto di vista economico. Tanto da far parlare di ‘transpologistica’.

Il neologismo non suona nuovo agli addetti ai lavori. Lo ha coniato qualche anno fa Alberto Cirelli, Socio e Direttore Commerciale di Gep Informatica, società specializzata in software e consulenza per la gestione della Logistica di magazzino e dei Trasporti. “Evidenziavamo già tre o quattro anni fa ciò che la pandemia ha solo accelerato, ovvero che Trasporti e Logistica non sono di fatto due mondi separati, ma un’unica catena”. Per anni il settore ha investito per rafforzare l’organizzazione all’interno dei magazzini, puntando su automazione, assistenti vocali, droni. Nella pratica delle movimentazioni, però, basta un errore in fase di trasporto per inficiare tutta la catena. Anche a fronte di un magazzino al massimo dell’efficienza.

Il flusso logistico è uno solo”, spiega Cirelli. “Come clienti finali, la percezione che abbiamo di tutto il processo logistico coincide con l’arrivo del prodotto giusto al momento giusto. Chi determina le logiche di movimentazione e governa il magazzino è il trasporto”. L’organizzazione del lavoro di chi si occupa di Logistica, in effetti, ruota ormai intorno alle tempistiche e alle necessità del trasporto. Lo sanno bene gli operatori della Grande distribuzione organizzata (GDO): chi riceve gli ordini dai clienti, prima ancora di disporre il prelievo, organizza gli itinerari dei trasporti. “L’organizzazione dei giri viene prima dell’organizzazione del picking”, conferma il Direttore commerciale.

Visibilità in tempo reale su tutta la catena

Per andare incontro alle nuove esigenze delle imprese, Gep Informatica ha sviluppato una nuova soluzione, WTE: Warehouse Transport Ecosystem, che unisce in un unico prodotto il software per la gestione del magazzino (Warehouse management system, Wms) e quello per la gestione dei trasporti (Transport management system, Tms). Nel momento in cui il cliente riceve un ordine, è già in grado di conoscere la corrispondenza in termini di pallet e mezzi necessari e può lanciare gli ordini di magazzino con la sequenza di carico corretta. “Il vero driver oggi è il trasporto, perciò ha assunto un peso sempre più rilevante in tutta la movimentazione logistica. Un altro elemento determinante è quella che chiamo ‘la cerniera logistica’, ovvero la banchina di carico. È il luogo in cui vanno posizionate le merci nella sequenza corretta, elaborata proprio in funzione degli itinerari di trasporto”.

L’idea di mettere al centro i trasporti, facendo evolvere anche i software di gestione in un’ottica di massima interconnessione delle varie fasi, equivale a raggiungere la tanto agognata real time visibility. Grazie ai moderni sistemi, è infatti possibile avere in ogni momento piena visibilità sullo stato delle merci: raccolta degli ordini, picking, sequenza e quantità dei prelievi, tragitto, consegna, orario di arrivo sono tutte informazioni disponibili in tempo reale. È uno degli aspetti, ormai imprescindibili, che il mondo B2B ha ereditato dal B2C: quando acquistiamo online, vogliamo avere traccia di ogni passaggio, dal prelievo in magazzino alla consegna. Per una piena visibilità di tutta la movimentazione.

Ogni fase mantiene la sua rilevanza, pur nella consapevolezza che sarà il tratto finale del percorso a determinare la soddisfazione del cliente. “Dobbiamo cercare di approcciare ora il mondo dei trasporti con la stessa scientificità con cui abbiamo approcciato in passato i magazzini”, dice ancora Cirelli. Anche in quest’ambito la tecnologia consente enormi passi in avanti. L’evoluzione dei software ha rivoluzionato l’approccio al mezzo, sia attraverso la gestione delle operazioni dal server sia mediante il palmare in dotazione di ciascun trasportatore. “Sul fronte software, riveste una grande importanza anche tutta la dematerializzazione della proof of delivery, il documento di consegna, che permette di informare tutto l’ecosistema di quel che sta avvenendo”.

La condivisione delle informazioni resta, infatti, decisiva. La visibilità in tempo reale non è prerogativa del solo cliente, ma coinvolge tutti gli attori: il vettore che deve rispettare i tempi di trasporto, l’agente di vendita che ha notizia dei prodotti consegnati per la sua provvigione, il customer service che può agire in caso di ritardo, l’amministrazione che emette le fatture, l’ufficio traffico che verifica la correttezza della pianificazione. “La traspologistica ha una sua dignità, nel senso di riconoscimento del ruolo che riveste”, conclude Cirelli. “Consente di creare valore per il business e offrire un servizio percepito dal cliente”.

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Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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