La ripresa e le sfide future dei produttori di macchine utensili, robot e automazione

Dopo l’anno nero che, causa emergenza sanitaria, ha fatto registrare importanti cali di fatturato in buona parte dei settori produttivi – compreso quello dei costruttori di macchine utensili, robot e automazione – i dati raccolti dall’Ucimu-Sistemi per produrre raccontano un 2021 in netta ripresa accompagnato da un clima di fiducia che, secondo le analisi dell’associazioni, continuerà a dare i suoi frutti anche nel 2022.

A fornire il quadro è stata Barbara Colombo, Presidente dell’associazione di categoria – Ucimu raccoglie a oggi oltre 200 imprese di costruttori di macchine utensili, robot, automazione e di prodotti ausiliari responsabili di più del 70% del Made in Italy di settore – in occasione dell’annuale assemblea dei soci, svoltasi il 12 luglio 2021 a Sesto San Giovanni, nell’hinterland Milanese, presentando il consuntivo 2020 oltre alle previsioni e gli ordini del primo semestre del 2021, nonché le proposte di politica industriale per il futuro.

Nel 2020, mostrano i dati elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa dell’Ucimu, la produzione di macchine utensili, robot e automazione ha registrato un calo del 20,4% rispetto al 2019, attestandosi a 5,2 miliardi di euro, un risultato che è dipeso dalla riduzione delle consegne dei costruttori sul mercato interno (-20,3%), ma anche dal calo dell’export (-20,5%, con Stati Uniti, Germania e Cina come, nell’ordine, tre principali mercati di sbocco dell’offerta italiana).

Anche il consumo italiano di macchine utensili è calato (-26,6%) proseguendo in questo caso il trend negativo avviato già nel 2019 e attestandosi a 3,5 miliardi di euro. Ciononostante, l’Italia si è confermata quarta tra i produttori e gli esportatori del settore e quinta nella classifica dei Paesi consumatori. Tutto sommato, il calo della produzione è risultato dunque contenuto e, come emerso dai numeri, l’Italia è riuscita ad accusare il colpo meglio di competitor come Germania e Giappone.

In crescita produzione, export e consumo

Secondo le previsioni elaborate, i primi mesi del 2021 hanno invece mostrato una significativa ripresa: su questa base si prevede che quest’anno la produzione di macchine utensili, robot e automazione dovrebbe crescere del 10,9% rispetto al 2020, arrivando a 5,7 miliardi di euro, mentre per l’export si prevede una crescita del 9,4% (3,1 miliardi di euro) in più rispetto all’anno precedente. Di pari passo è destinato a crescere anche il consumo (+10,9% in più rispetto al 2020).

L’ottimismo sui numeri del 2021 arriva in buona parte guardando all’indice ordini del primo semestre dell’anno che grazie ai buoni riscontri raccolti dai costruttori sul mercato interno (+238% rispetto al periodo gennaio-giugno 2020) ed estero (+57,5% rispetto al primo semestre 2020) ha registrato un incremento dell’88,2%. Davanti all’innegabile ripresa, va comunque tenuto presente che gli incrementi sono calcolati paragonando i dati a un periodo, la fascia gennaio-giugno 2020, caratterizzato dalla forte riduzione dell’attività legata alla pandemia e del quale fa parte anche un mese, aprile, nel quale a causa del lockdown la produzione si è arrestata del tutto.

A gettare ombra sul balzo in avanti del settore dopo un anno così difficile sono, però, il rincaro dei prezzi delle materie prime e la scarsità di componenti elettronici. “Il rischio – che assolutamente non possiamo permetterci di correre – è che questi due fenomeni raffreddino il ciclo positivo degli investimenti, soprattutto sul mercato domestico ove gli incentivi 4.0 stanno dando buoni frutti”, ha commentato Colombo. Ciò che, d’altro canto, potrebbe invece aiutare il settore, ha proseguito la presidente, è che “le misure di incentivo quali il credito di imposta per l’ammodernamento degli impianti e quello per gli investimenti in tecnologie 4.0 non solo proseguano oltre il 2022, ma siano resi strutturali”.

Dall’Ucimu è arrivata poi la richiesta che sia allungata e semplificata l’operatività del credito di imposta – una misura governativa volta a sostenere le imprese nella loro trasformazione tecnologica e digitale – per la formazione per poter assicurare alle imprese un supporto adeguato all’aggiornamento del personale. Su questo aspetto, Colombo ha sottolineato l’importanza di laboratori e strumenti tecnologicamente avanzati nelle scuole: “Una risposta importante all’esigenza delle aziende di avere personale qualificato verrà certamente dai fondi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per investimenti destinati agli ITS affinché questi ultimi siano dotati di laboratori e infrastrutture tecnologicamente avanzati e di aule 4.0. Se correttamente supportati, gli ITS diverranno veri e propri avamposti ove saranno formate le nuove risorse indispensabili per assicurare futuro alle nostre aziende”.

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