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L’orario (di lavoro) è mio e lo gestisco io

Amorim Cork Italia è la filiale italiana del Gruppo Amorim ed è l’azienda leader nel Paese per la produzione e vendita di tappi in sughero. Fondata nel 1999, a partire da una partnership con un’azienda che operava nel mercato dal 1970, l’impresa sorge nel cuore dei colli trevigiani e impiega circa 50 persone, tra uffici amministrativi e produzione. Recentemente è salita agli onori della cronaca per la notizia dell’introduzione di un nuovo piano di welfare, comprendente, tra le altre iniziative, quella dell’orario di lavoro flessibile in entrata e in uscita.

“Tutto nasce dalla volontà dell’azienda di ricevere la certificazione Family Audit”, spiega l’Amministratore Delegato per l’Italia, Carlos Veloso dos Santos. Da tempo, infatti, “l’azienda stava cercando di strutturare insieme con i dipendenti un piano di welfare aziendale che potesse andare incontro alle loro esigenze”.

È così che sono venuti a conoscenza di questa certificazione “offerta dall’Agenzia per la Famiglia della Provincia autonoma di Trento”. Gli incontri con il consulente inviato da essa “hanno prodotto la condivisione di ben 14 azioni innovative di work-life balance, che abbiamo subito accolto e cercato di realizzare tutte nel primo anno” spiega Santos.

“Siamo partiti dalle cose più semplici, come l’offerta di convenzioni per i dipendenti per assicurazioni, sanità, mense. Abbiamo proseguito con l’istituzione di una banca ore, che permettesse loro di assentarsi per un numero di ore maggiore rispetto alle ferie e permessi maturati. Poi, abbiamo organizzato un Family Day, una festa di condivisione con tutte le famiglie e infine abbiamo istituito l’Home working, che garantisce la possibilità di gestire improvvisi impegni familiari lavorando da casa. Sono due le postazioni disponibili, con dotazione di hotspot e telefono aziendale”.

L’ultimo step è stato quello della flessibilità oraria: “Era la prima richiesta dei dipendenti. Chiaramente non abbiamo potuto concederla alla produzione, perché le macchine vengono accese alle 8, senza possibilità di proroga. Ma tutti gli impiegati possono usufruirne, in entrata e in uscita”. A oggi, “molti degli aventi diritto hanno già usato questa possibilità e ne sono felici”. D’altra parte, continua l’AD, “la scelta era avvenuta a seguito di un’indagine sul benessere aziendale e un percorso di condivisione dei risultati emersi e delle possibili conseguenze”.

Le ricadute per l’azienda sono positive: “Senz’altro questo processo ha contribuito a migliorare i rapporti fra la dirigenza e i dipendenti, che si sentono parte di un processo di miglioramento di cui tutti beneficiano”. Un percorso di sviluppo sostenibile, quello di Amorim Cork, che “ha lo scopo di migliorare la conciliazione tra vita privata e professionale, fidelizzare i dipendenti e promuovere i talenti, al di là delle condizioni di vita di ciascuno, cercando di offrire a tutti pari opportunità”.

Ma è sempre positivo l’inserimento della flessibilità oraria? Ne abbiamo parlato con Dario Villa, Responsabile delle attività di formazione manageriale di Trivioquadrivio, Arianna Visentini, Presidente e Founder di Variazioni e Renato Ruffini, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale presso l’Università Statale di Milano e membro del Comitato Scientifico della rivista Sviluppo&Organizzazione.

L’articolo integrale è pubblicato sul numero di novembre 2019 di Persone&Conoscenze.
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work life balance, Smart working, Amorim Cork Italia, Carlos Veloso dos Santos, orario flessibile


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Chiara Pazzaglia

Bolognese, giornalista dal 2012, Chiara Pazzaglia ha sempre fatto della scrittura un mestiere. Laureata in Filosofia con il massimo dei voti all’Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna, Baccelliera presso l’Università San Tommaso D’Aquino di Roma, ha all’attivo numerosi master e corsi di specializzazione, tra cui quello in Fundraising conseguito a Forlì e quello in Leadership femminile al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum. Corrispondente per Bologna del quotidiano Avvenire, ricopre il ruolo di addetta stampa presso le Acli provinciali di Bologna, ente di Terzo Settore in cui riveste anche incarichi associativi. Ha pubblicato due libri per la casa editrice Franco Angeli, sul tema delle migrazioni e della sociologia del lavoro. Collabora con diverse testate nazionali, per cui si occupa specialmente di economia, di welfare, di lavoro e di politica.

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