L’ufficio del futuro ha a cuore la salute dei dipendenti

Trascorriamo il 90% della nostra vita tra le mura di un edificio, dove viviamo, lavoriamo o ci svaghiamo. Recenti ricerche hanno dimostrato che la qualità di uno spazio influenza non solo il benessere, ma anche la produttività delle persone. Le aziende che hanno colto questo aspetto stanno avendo un vantaggio competitivo in termini di engagement dello staff, attrazione dei talenti, innovazione e rendimento.

Se n’è parlato di recente all’evento online dal titolo Work Well Safe, cui hanno preso parte la società di consulenza immobiliare CBRE, CBRE Global Workplace Solutions (GWS) – la divisione che supporta gli utilizzatori attraverso servizi ad hoc – e Technogym, attiva nella produzione di attrezzi per lo sport e il tempo libero. Insieme hanno affrontato il tema dell’ufficio salutare (healthy office) puntando su quattro fattori chiave: il benessere dei dipendenti, la realizzazione di un ufficio sano, la sua gestione e l’implementazione di comportamenti adatti al suo interno.

Silvano Zanuso, Scientific Communication & Research Manager di Technogym, ha spiegato che il concetto di benessere si basa su movimento, alimentazione e approccio mentale: “I benefici del movimento sulla salute sono ormai appurati, ma concentrandoci sull’attualità una recente ricerca del British Journal of Sports Medicine, che ha studiato quasi 50mila soggetti adulti affetti da Covid-19, ha evidenziato rischi più elevati per tutti coloro che hanno un livello più alto di sedentarietà”.

Per il manager, i benefici non si limitano solo alla salute di chi opera in un contesto wellness: gli ultimi dati Technogym mostrano che, per un’azienda, si riducono di oltre il 60% i costi in assistenza sanitaria, il tasso di assenteismo passa da una media dell’8% a una del 4% e il ritorno sull’investimento va dal 150 al 300% nel medio-lungo termine. “Non esistono solo il tempo libero e il tempo dove si lavora, ma c’è anche il tempo ibrido come la palestra in pausa pranzo nel luogo di lavoro, che deve essere comunque di qualità”, ha aggiunto Zanuso.

Benessere, sicurezza e salute sono alla base di un healthy office

A proposito di attualità e di sicurezza, per avere un luogo di lavoro sano Alberto Cominelli, Head of Project Management di CBRE Italy, ha identificato alcuni elementi fondamentali: la diversificazione degli spazi; la qualità e la quantità dell’aria; il comfort acustico; il comfort termico; un giusto mix tra luce naturale e artificiale; l’utilizzo del verde all’interno degli spazi di lavoro; una strategia di design che promuova l’attività fisica tramite postazioni di lavoro non assegnate, incoraggiamento all’utilizzo delle scale e non degli ascensori, implementazione di elementi stimolanti all’interno dell’ambiente di lavoro.

Ma quanto costa realizzare un healthy office? Secondo CBRE tra il 10-15% in più di un ufficio tradizionale. “Ultimamente si sente parlare di hotelification, una tendenza che porta a trasformare l’ufficio in uno spazio per attività di socializzazione e relazione. Al di là dei termini, il concetto principale è che i luoghi di lavori devono diventare attrattivi: dobbiamo avere voglia di tornare negli uffici dopo un anno di Remote working”, ha spiegato Cominelli.

Dopo aver progettato un healthy office, questo ambiente di lavoro deve essere gestito per mantenere la sua promessa di benessere nel tempo: “È il ruolo del Facility management far sì che la conduzione dello spazio di lavoro mantenga questa promessa e la conseguente employment experience”, ha spiegato Alessandra Tatoni, Business Development Director di CBRE GWS. In tempi di rientro al lavoro post Covid, l’attenzione alla salute è ai massimi livelli: benessere, sicurezza e salute sono quindi i pilastri su cui costruire il futuro del luogo di lavoro. “A questo proposito abbiamo sviluppato un servizio di monitoraggio del livello di qualità dell’aria che permette di garantire la salute e il rispetto di tutte le norme”, ha aggiunto la manager, specificando che non si può parlare di benessere se non ci sono elevati standard di sicurezza per chi lavora e frequenta determinati spazi.

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Elisa Marasca

Elisa Marasca è giornalista professionista e consulente di comunicazione. Laureata in Lettere Moderne all’Università di Pisa, ha conseguito il diploma post lauream presso la Scuola di Giornalismo Massimo Baldini dell’Università Luiss e ha poi ottenuto la laurea magistrale in Storia dell’arte presso l’Università di Urbino. Nel suo percorso di giornalista si è occupata prevalentemente di temi ambientali, sociali, artistici e di innovazione tecnologica. Da sempre interessata al mondo della comunicazione digital, ha lavorato anche come addetta stampa e social media manager di organizzazioni pubbliche e private nazionali e internazionali, soprattutto in ambito culturale.

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