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Made, le PMI toccano con mano l’Industria 4.0

Di Competence Center abbiamo sentito parlare per la prima volta a settembre 2016, quando il Ministero per lo Sviluppo Economico presentò il Piano Industria 4.0. Pensati come un accompagnamento delle aziende nazionali alla Quarta rivoluzione industriale, in questi anni ne sono sorti otto, ognuno con una sede e un panel di partner legati a uno specifico territorio, ma con una vocazione nazionale e, perché no, internazionale.

Questo è particolarmente appropriato per Made, il Competence Center all’interno degli spazi del Politecnico di Milano, presentato alla stampa il 10 dicembre 2020, un mese dopo la presentazione della linea pilota del Bi-Rex di Bologna. Si tratta del più grande d’Italia: ben 2.500 metri quadri di superficie dedicata alla formazione, alla simulazione, allo sviluppo tecnologico. Secondo Marco Taisch, Professore Ordinario di Advanced & Sustainable Manufacturing e Presidente del made, questo Competence Center ha un altro valore aggiunto importante rispetto agli omologhi nazionali: qui viene seguito l’intero ciclo produttivo, inclusi gli aspetti di sicurezza, di tracciabilità, di smaltimento dei prodotti. Il tutto, con uno sguardo alla qualità e uno al risparmio energetico.

I numeri sono notevoli: 48 i partner (43 imprese private, quattro università, un ente pubblico e il supporto del Ministero per lo Sviluppo Economico), 22 i milioni di euro investiti, 19 i progetti di innovazione, ricerca, industriale e sviluppo sperimentale sui temi di Industria 4.0 cofinanziati al 50%, per un valore di 3 milioni di euro, 100 le persone che si sono impegnate all’interno della fabbrica digitale in questo primo anno, 20 i dimostratori, cioè le stanze virtuali che mostrano, ognuna, una delle dimensioni dell’Industria 4.0.

A sostegno soprattutto delle PMI

Singolare che il Made sia partito proprio nel pieno della pandemia di Covid-19. “Partire nel pieno dell’emergenza sanitaria è stata una vera sfida”, ha riconosciuto Taisch, che tra i vari ruoli fa parte del Comitato Scientifico della rivista Sistemi&Impresa, edita da ESTE, editore di Parole di Management. Una sfida dedicata, soprattutto, alle Piccole e medie imprese (PMI), che rischiano di rimanere indietro rispetto alla rivoluzione tecnologica e digitale che stiamo affrontando, ma che nei Competence Center possono trovare un aiuto concreto.

Infatti, Made mette a disposizione strumenti di orientamento, formazione, training che, altrimenti, sarebbero totalmente ‘fuori portata’ per molte realtà. I 20 dimostratori, in particolare, sono dedicati ciascuno a una particolare tecnologia 4.0: dalla robotica collaborativa ai Big data, dalla manutenzione da remoto al gemello digitale, dall’efficienza energetica alla cybersecurity industriale, dalla Lean 4.0 alla manifattura additiva, dall’Intelligenza Artificiale all’Internet of Things e Rete 5G. Questi sono accorpati in sei specifiche aree di competenza, integrate e connesse tra loro sino a formare una fabbrica ideale, digitale e sostenibile. L’approccio è quello, molto efficace, della learning factory, ovvero l’uso esperienziale di impianti reali.

Nel 2021 il secondo bando per i progetti innovativi

A oggi, si sono svolti 65 webinar formativi, che hanno raggiunto circa 4mila persine e 2mila imprese. Secondo Taisch la partecipazione di PMI è molto significativa: non a caso, è tale ben il 75% delle imprese che hanno partecipato al primo bando per progetti innovativi. Il successo di questa prima proposta fa già pensare alla seconda call, prevista per il 2021: l’interesse delle aziende è rivolto soprattutto alla robotica collaborativa, ai sistemi intelligenti di assistenza al lavoratore per prevenire rischi di infortuni sul lavoro, all’Additive manufacturing e all’IoT (controllo da remoto) in campo medico. Senz’altro, l’emergenza sanitaria impone una accelerazione importante e Made è pronta ad accogliere le nuove proposte, al motto ‘l’unione fa la forza’.

Infatti, le aziende italiane difficilmente hanno dimensioni, competenze, risorse adeguate a uno sviluppo autonomo, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo e la protezione dei dati, l’AI, il monitoraggio e controllo energetico, l’utilizzo dei gemelli digitali, lo sviluppo di algoritmi che le aiutino a ottimizzare e rendere più sicuri i processi industriali. Ma il benessere delle singole aziende italiane ha ricadute positive su tutto il Paese.

Ecco perché,  per venire incontro alle esigenze finanziarie delle imprese, soprattutto nella situazione attuale legata all’emergenza sanitaria, Made offre anche un supporto in termini di finanza agevolata per investimenti, progettualità e formazione (che assumerà un impulso notevole secondo le attuali indicazioni per la legge di Bilancio 2021).

Grazie a questi importanti mezzi a loro disposizione, le aziende che ricorrono al Competence Center di Milano possono non solo apprendere gli strumenti di innovazione, ma concretamente trasferirli nelle loro realtà, ‘toccandoli con mano’. Ricevono, inoltre, un affiancamento che consente loro di rivalutare i propri modelli organizzativi, di business e gli aspetti strategici, per migliorarli, implementarli e mantenere elevato il proprio livello competitivo.

Questo, dicevamo, ha ricadute positive su tutto il tessuto economico del Paese e fa dei Competence Center punti nevralgici e determinanti per il futuro delle nostre aziende, grazie a una aggregazione di strutture e competenze già esistenti, ma sinora non interconnesse e, dunque, meno efficaci. Ecco perché questa collaborazione pubblico-privato, tra aziende e luoghi di ricerca, è il primo passo per una vera innovazione.

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Chiara Pazzaglia

Bolognese, giornalista dal 2012, Chiara Pazzaglia ha sempre fatto della scrittura un mestiere. Laureata in Filosofia con il massimo dei voti all’Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna, Baccelliera presso l’Università San Tommaso D’Aquino di Roma, ha all’attivo numerosi master e corsi di specializzazione, tra cui quello in Fundraising conseguito a Forlì e quello in Leadership femminile al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum. Corrispondente per Bologna del quotidiano Avvenire, ricopre il ruolo di addetta stampa presso le Acli provinciali di Bologna, ente di Terzo Settore in cui riveste anche incarichi associativi. Ha pubblicato due libri per la casa editrice Franco Angeli, sul tema delle migrazioni e della sociologia del lavoro. Collabora con diverse testate nazionali, per cui si occupa specialmente di economia, di welfare, di lavoro e di politica.

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