Meno scrivanie e più sale riunioni, l’ufficio a misura di Smart working

Uffici più grandi per facilitare il distanziamento sociale, ma anche ampi capannoni per lo stoccaggio delle merci da vendere online. La pandemia ha cambiato gli equilibri del mercato degli immobili per l’impresa. L’ampia diffusione dello Smart working e il boom dell’ecommerce hanno fatto emergere nuove esigenze di spazio e di servizi, modificando l’andamento del comparto immobiliare.

La domanda riflette il diverso impatto registrato dal settore dei servizi, ancora in forte sofferenza, e dalla produzione, che sembrerebbe reagire meglio all’emergenza. Se i negozi soffrono canoni di locazione troppo alti e tendono a ridurre gli spazi, la grande distribuzione organizzata è alla ricerca di locali per aprire nuovi punti vendita.

Secondo le analisi condotte dall’ufficio studi del Gruppo Tecnocasa, la maggior fiducia delle imprese ha innescato una crescita della propensione all’acquisto di capannoni. Negli ultimi 10 anni i prezzi di questi immobili si sono ridimensionati: le strutture più nuove hanno perso il 32%, quelle usate il 36%. Nello stesso periodo, anche i canoni di locazione hanno subito un ribasso, rispettivamente del 31,4% e del 29,2%.

Anche nella prima parte del 2020 prezzi e canoni di locazione sono scesi, registrando una contrazione dei volumi del 27,2%. Nell’anno del lockdown l’ecommerce ha avuto, però, una crescita importante: sono aumentati gli acquisti online di prodotti, che in Italia hanno fatto registrare un incremento del 31%, e ciò spiega perché si sia intensificata la ricerca di spazi per effettuare deposito e stoccaggio delle merci.

Cambia l’assetto degli spazi per l’ufficio

Più debole il settore degli uffici. Secondo gli esperi a limitarne la ripresa è la carenza di prodotto in linea con le attese degli investitori e degli utilizzatori. In altre parole, sono cambiate le caratteristiche desiderate e il mercato non offre ancora abbastanza immobili che rispecchino le nuove necessità d’uso di chi vive oggi l’ufficio.

Aumentano, infatti, le aziende che stanno sperimentando o ormai applicano in modo continuativo lo Smart working, elemento che cambia in modo decisivo l’assetto degli spazi dedicati all’attività: se si riduce il numero della forza lavoro in presenza, occorrono meno scrivanie e più sale riunioni attrezzate per le conference call.

Nell’ottica di questo cambio di paradigma del lavoro, le aziende ricercano spazi più ampi per garantire il distanziamento dei dipendenti, ma anche metrature generose per gli uffici di rappresentanza in location più centrali e di prestigio. Non cessa l’interesse degli operatori verso piazze come quella di Milano, in cui vanno avanti lavori per la creazione di grandi spazi direzionali, soprattutto nelle zone di City life e Porta Nuova.

Al ribasso prezzi e locazioni per i negozi

Soffre ancora, anche in ambito immobiliare, il Retail. Nei primi sei mesi del 2020 i canoni di locazione dei locali commerciali sono diminuiti del 3,5% per le vie di passaggio e del 3,6% per le altre vie. I prezzi si sono contratti rispettivamente del 3,3% e del 3,7%. Pesa l’impatto della pandemia sulla ristorazione, che in passato ha rappresentato il vero traino del mercato dei locali commerciali.

Dati comunque in linea con l’andamento degli ultimi anni, visto che dal 2010 al 2020 i prezzi sono diminuiti del 37% nelle vie di passaggio e del 42,5% nelle vie non di passaggio e i canoni di locazione hanno registrato una contrazione del 37,7% nelle vie di passaggio e del 39,6% nelle vie non di passaggio.

Secondo l’analisi dell’ufficio studi, tuttavia, l’emergenza sanitaria ha fatto riscoprire i negozi di vicinato che, già da alcuni semestri, avevano cominciato a registrare un buon andamento. Per avvicinarsi al cliente finale i grandi gruppi della Grande distribuzione organizzata (Gdo) stanno accelerando nella ricerca di spazi per aprire nuovi punti vendita.

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Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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