disconnessione

Reperibilità o disconnessione: che ferie sono se si lavora?

La pausa estiva è quasi alla fine ed è tempo di bilanci: che sia stata una vera e propria sosta oppure una breve parentesi. Il lavoro è sempre più fluido e il confine che lo separa dalla vita privata sta rischiando di sfumare. A ragionare sul tema è stata Reverse, azienda di headhunting e consulenza per le Risorse Umane.

La Legge 61 del 6 maggio 2022 sancisce il diritto alla disconnessione ed è stata una norma che si è mossa nella direzione giusta, tutelando i tempi di riposo e la salute del lavoratore. Tuttavia non basta una legge a risolvere la questione, emersa in particolare in tempi di pandemia. “La chiave per ottenere un bilanciamento reale tra vita professionale e vita privata è il lavoro per obiettivi”, sostiene Alessandro Raguseo, CEO e Fondatore di Reverse. La sua tesi è che per garantire la vera disconnessione è necessario abbandonare la logica del lavoro retribuito a ore – per cui bisogna lavorare un tempo concordato – accogliendo invece una organizzazione delle attività in cui sono i traguardi, raggiunti e da raggiungere, a determinare quando e come lavorare. In questo modo sono le spesse persone, con la fiducia del datore di lavoro, a scegliere la modalità di bilanciamento tra lavoro e vita privata, ottenendo, quindi, maggiore soddisfazione e produttività.

Negli Stati Uniti questo modo di lavorare si sta affermando ormai da anni: aziende come Netflix, General Electric e di recente anche il colosso bancario Goldman Sachs, hanno adottato le cosiddette unlimited holidays (ferie illimitate) per aumentare il senso di responsabilità dei dipendenti, il coinvolgimento e la soddisfazione. Da una ricerca di Reverse, poi, è emerso che il 50% degli intervistati aveva un buon rapporto con i propri superiori e che il 51% è rimasto reperibile durante le ferie per propria scelta.

“Sono fermamente convinto che il futuro del lavoro sia questo. Una gestione serena e di fiducia anche del rapporto ferie-lavoro, in cui non ci sia più la battaglia tra chi stacca completamente dalle attività lavorative e chi rimane reperibile, tra chi lavora più ore e chi ne lavora meno. Ma che ognuno gestisca in autonomia i propri task, i propri obiettivi e il proprio riposo. Con una possibile ricaduta positiva, aggiungo, sul fenomeno, molto italiano, dell’andare in ferie tutti insieme ad agosto, spendendo sensibilmente di più che in altri periodi dell’anno”, ha concluso Raguseo. Insomma, il cambio di mentalità alla fine farà bene anche alle tasche dei dipendenti. E in tempi di inflazione e rincari può essere un grande aiuto.

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