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Scioperi, in Italia si urla e negli Usa si cambia il mondo del lavoro

Dallo sciopero a oltranza degli attori alle braccia incrociate dei lavoratori nelle più famose catene di farmacie: negli Usa è un crescendo di proteste. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono stati i lavoratori dell’Automotive. Un’ondata di scioperi, durata un mese e mezzo, ha messo in seria difficoltà le tre maggiori case automobilistiche d’Oltreoceano. E se in Italia le mobilitazioni si risolvono con un gran rumore che si trasforma nell’ennesima questione irrisolta, negli Usa il pugno di ferro del sindacato United auto workers (Uaw) ha permesso la nascita di un accordo senza precedenti ottenendo il più grande aumento salariale degli ultimi decenni: Ford, Stellantis e General Motors hanno concesso aumenti retributivi del 25% (in quattro anni) e hanno accettato di riattivare i meccanismi di adeguamento dei salari al costo della vita. I termini saranno costosi per le case automobilistiche poiché si trovano a cavallo tra la necessità di riconvertire parte della produzione in veicoli elettrici e il bisogno di venire a patti con i conflitti sindacali, il tutto evitando un’interruzione prolungata del lavoro che potrebbe danneggiare l’economia.

Gli accordi provvisori includono impegni di investimento fino alla scadenza del nuovo contratto di lavoro (aprile 2028) per oltre 40 miliardi di dollari (circa 37 miliardi di euro al cambio attuale): una cifra decisamente superiore a quanto garantito nei precedenti rinnovi. I dipendenti con gli attuali salari più bassi vedranno il loro salario aumentare del 150% nei prossimi quattro anni e mezzo mentre saranno eliminate le differenze salariali fra nuovi dipendenti e quelli con esperienza. Il sindacato non è, invece, riuscito a ottenere la settimana lavorativa di 32 ore, rimanendo all’attuale 40. Le ipotesi di accordo dovranno passare al vaglio dei lavoratori, secondo un processo di ratifica già iniziato in alcuni impianti, ma c’è chi già sta valutando gli impatti della vittoria schiacciante del sindacato più potente degli Usa.

Prezzi delle auto più alti per pagare gli stipendi

Gli accordi sottolineano che, ancora una volta, l’industria dell’auto si conferma portatrice di innovazione, non solo in termini tecnologici. La battaglia dei lavoratori ha avuto un risvolto anche politico, poiché il timore che l’avvento dei veicoli elettrici cancelli posti di lavoro è stato una delle principali leve utilizzate dall’ex Presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro l’attuale inquilino della Casa Bianca Joe Biden, promotore del cambiamento e della transizione elettrica. A differenza del suo predecessore, il Presidente Usa considera il nuovo contratto – “accordo storico” l’ha chiamato – come una vittoria per i lavoratori e i sindacati in generale: “Gli accordi premiano i lavoratori che hanno rinunciato a molto per far sì che l’industria funzionasse e andasse avanti durante la crisi finanziaria globale più di 10 anni fa”, ha detto Biden.

Se è vero che i patti forniranno protezione ai lavoratori che potrebbero perdere il lavoro qualora i veicoli elettrici sostituissero i modelli a motore endotermico, dall’altra il timore che l’innalzamento degli stipendi si ripercuota sui costi delle auto sembra essere reale. Karl Brauer, Analista Esecutivo di iSeeCars.com – sito di vendita di automobili online – ha avvertito che, a lungo termine, le big di Detroit dovranno aumentare i prezzi per mantenere i propri profitti. I loro concorrenti seguiranno l’esempio per alzare gli stipendi anche ai propri dipendenti (ed evitare nuove battaglie sindacali), ma anche per sfruttare l’opportunità di rincarare i prezzi e guadagnare di più. E questo, secondo Brauer, renderà le auto più costose.

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Lucrezia Vardanega

Lucrezia Vardanega è giornalista pubblicista con esperienza nel mondo della comunicazione digitale. Ha iniziato il suo percorso giornalistico subito dopo la laurea, cominciando a collaborare con vari magazine online e addentrandosi sempre più nelle varie sfaccettature di questo mestiere sempre in divenire. Con uno sguardo attento e curioso sul mondo che la circonda, resta sempre con la mente aperta per rimanere aggiornata e accrescere le sue competenze. Per ESTE collabora su più fronti, sia online sia offline, con una particolare sensibilità verso i nuovi bisogni di un mercato del lavoro in equilibrio tra antiche tradizioni e moderne tecnologie. Nel tempo libero ama leggere, fare trekking sulle Dolomiti, visitare mostre d'arte e camminare a naso all'insù per la sua amata città d'origine, Venezia.

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