Se le imprese mettono una pezza pure al caro vita

Come da tradizione, nel 2022 il dizionario Collins ha scelto la sua parola dell’anno e il termine selezionato rappresenta perfettamente il diffuso sentimento di sfiducia che aleggia a ogni livello della nostra società: Permacrisis, che alla lettera significa “crisi permanente”. L’Italia ne sa qualcosa, visto che, a partire dal periodo di recessione iniziato nel 2007, con la crisi del settore immobiliare statunitense, il nostro Paese non ha più vissuto momenti di crescita economica che non fossero semplici fluttuazioni di mercato. Da quell’anno si sono avvicendate varie crisi – la pandemia e quella energetica sono solo le ultime – che hanno peggiorato la nostra situazione economico-finanziaria, già oltremodo fragile.

Questa condizione di crisi perenne si sta traducendo in generalizzati rincari, dall’aumento del costo delle bollette a quello degli alimenti o degli affitti. I dati dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) sull’inflazione non lasciano spazio a interpretazioni: nel 2022, in Italia, la media annua è pari al 7,5% (un valore così alto non si vedeva dal 1985). In questo contesto si trovano ad agire le imprese che, oltre a dover affrontare varie difficoltà legate al mercato, devono farsi carico di risolvere parte degli effetti causati dalle problematiche vissute dalle loro persone, fornendo un sostegno economico che riesca ad attutire i danni provocati dall’aumento dei prezzi.

L’ultima iniziativa in ordine di tempo è quella della multinazionale francese leader del settore welfare aziendale Edenred, che ha deciso di assegnare a tutte le sue persone un bonus dal valore di 1000 euro che può essere utilizzato, tramite la loro stessa piattaforma, per richiedere beni e servizi che vadano ad alleggerire il peso che grava sulle loro spalle di consumatori in difficoltà. Fabrizio Ruggiero, Amministratore Delegato di Edenred Italia, ha affermato: “Per l’azienda, il benessere e i bisogni delle persone sono una priorità e perciò l’erogazione di questo bonus è stata naturale”.

La timida legge di Bilancio non basta a incidere

Così come Edenred, altre imprese hanno adottato iniziative di sostegno al reddito delle proprie persone: il Gruppo TESYA, attivo a livello internazionale nella fornitura di soluzioni customizzate per le costruzioni, la gestione di cantieri, magazzini e logistica ha garantito 1.000 euro per contrastare il caro bollette. Allo stesso modo, il Gruppo Gavio, attivo nei settori delle costruzioni, del trasporto, della logistica, dell’ingegneria, dell’energia e delle telecomunicazioni, ha stanziato 1 milione di euro da suddividere come bonus anti-inflazione. Ancora una volta, le aziende sembrano più realiste delle istituzioni e queste iniziative dimostrano la distanza con l’aiuto fornito dal Governo.

Per esempio, la nuova legge di Bilancio, approvata dal Consiglio dei Ministri il 21 novembre 2022, ha confermato lo sgravio sulle tasse energetiche per le imprese e il taglio del cuneo fiscale, ma queste iniziative rappresentano un’azione timida, in particolare nei confronti del costo del lavoro: il 3% per i redditi fino a 20mila euro annui e il 2% per i redditi fino a 35mila euro (la misura ha confermato l’1% del Governo Draghi del 2022 nel taglio del 2%). Ciò si traduce in un aumento in busta paga dai 20 ai 33 euro mensili da aggiungere agli eventuali bonus messi in campo dalle aziende, che, come spesso accade, sono ben più generose.

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