(Tras)formazione tra parole e musica

Anche se apparentemente lontane, formazione e musica hanno molto in comune. Lo conferma anche Mauro De Martini, consulente e formatore, autore del libro Note di formazione (ESTE, 2021) e della rubrica Risonanze formative all’interno della rivista Persone&Conoscenze: “Il compositore somiglia molto all’imprenditore; l’esecuzione si traduce nella performance; la dissonanza può rappresentare il conflitto”.

Ed è proprio da questa metafora che ha preso vita il podcast (Tras)formazione tra parole e musica, pubblicato bisettimanalmente in esclusiva su Parole di Management a partire da lunedì 14 febbraio 2022: 10 puntate per vivere tutte le tappe del viaggio verso lo sviluppo e l’evoluzione del team…

Secondo De Martini, la musica può impattare positivamente sulle pratiche formative, semplificandole e rendendole più efficaci. Le melodie, infatti, sono dirette e arrivano a tutti, ma soprattutto sviluppano un’arte che è fondamentale nell’attività lavorativa: l’ascolto. Nel canto corale, per esempio, per poter eseguire una buona performance è necessario ascoltare gli altri; allo stesso modo nei team non è pensabile lavorare senza tener conto dei propri colleghi. Ma per riuscire in questo obiettivo è importante che ci sia una guida.

“Il formatore è spesso visto come la persona che ‘dà la forma’; credo invece che il suo ruolo sia supportare gli altri nella ricerca della propria”, prosegue De Martini. In questo contesto, il ruolo della musica è quello di parlare a testa e cuore. Non c’è apprendimento senza dimensione emotiva e la musica genera emozioni, collegandovi contenuti che a loro volta creano ‘eventi emotivi’ significativi per l’individuo.

Anche senza parole, dunque, la musica è considerata un linguaggio per fare formazione, poiché consente di accedere a un mondo in relazione con la sfera linguistica, in particolare con l’ineffabile: “Ci sono dimensioni talmente complesse e misteriose da risultare indicibili a parole; qui interviene la musica, che riesce a esprimere concetti altrimenti indescrivibili”, specifica De Martini.

Far crescere un team attraverso musica e letteratura

Sono molte le aziende che hanno colto questo interessante collegamento fra parole e musica. Un esempio è l’iniziativa di Rosanna Carabellese, Head of People, Organization and Culture di Augusta Ratio – operatore integrato della filiera commerciale del gas naturale e dell’energia elettrica – che, durante il primo lockdown del 2020, dovuto all’inizio dell’emergenza sanitaria, ha creato stanze di ascolto destinate a piccoli gruppi di lavoro divisi per funzione. “Un percorso formativo che, attraverso brani musicali suonati al pianoforte e la lettura di testi classici, si sviluppa in cinque tappe, secondo quanto elaborato dallo psicologo americano Bruce Wayne Tuckman”, spiega Carabellese.

La prima fase è il Forming, ovvero la formazione di un gruppo o l’arrivo di un nuovo membro; poi c’è lo Storming, che corrisponde al confronto, all’espressione di sé, al conflitto; successivamente si passa al Norming, ovvero il momento in cui il team raggiunge un equilibrio; la quarta tappa è il Performing: il gruppo raggiunge gli obiettivi, in un continuo allenamento per superare i conflitti; l’ultima tappa è l’Adjourning, la separazione, la fine del gruppo o la sua rigenerazione. Il percorso formativo ha riscosso un successo tale da spingere Carabellese a progettare, assieme a Luca Carnicelli, Cultural Project Manager di Augusta Ratio, le pillole formative proposte nel podcast.

Cinque fasi in 10 tappe

La prima fase del percorso di Tuckman, nel progetto del podcast, prevede tre puntate: una sul silenzio, come ‘punto zero’ della relazione, e due che rappresentano lo spazio per svilupparla. La quarta puntata ha come tema il ‘dar voce’, simbolo dell’espressione e del dialogo (fase 2); si passa poi a due puntate che, attraverso la metafora del confine come definizione dei limiti nella relazione (in cui non c’è libertà assoluta, ma è necessario tener conto delle altre persone) esplorano la fase di Norming. La quarta fase prevede due puntate che, attraverso le metafore dell’empatia e della risonanza nella relazione, avvicinano il gruppo alla realizzazione della performance. L’ultima tappa, con ulteriori due puntate, affronta le tematiche del movimento e dell’improvvisazione, del vivere un momento di cambiamento (arrivo di nuovi membri o separazione del gruppo) in cui il partecipante può porsi la domanda: “Come continuo il mio cammino?”.

Ogni puntata prevede la lettura e l’esecuzione al pianoforte di brani classici; da Erik Satie a Fryderyk Chopin, da Alessandro Manzoni a Filippo Tommaso Marinetti. Come spiega Carnicelli: “Parole e musica si intrecciano per richiamare figure che esprimono simbolicamente i concetti descritti”. Ogni tappa nasconde uno studio e un percorso verso la scelta delle musiche e dei testi. Le ‘pillole’ si concludono poi con una breve spiegazione che dà significato ai brani proposti in base all’argomento trattato.

Un percorso facilmente fruibile e accessibile anche da non esperti, insomma. D’altronde, riprendendo le parole di De Martini: “Lavoriamo duramente e siamo fortemente orientati al risultato, dimenticandoci che il lavoro è anche un modo per realizzarci pienamente. Fare formazione con la musica dà piacere e ci fa comprendere che possiamo trovare il divertimento in quello che facciamo. Perché se la vita fosse solo ciò che rimane dopo che finiamo di lavorare, sarebbe veramente triste”.

podcast, musica, Mauro De Martini, Note di formazione, Rosanna Carabellese

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