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Aiuto, il mio collega è un bullo

Il benessere sul posto di lavoro passa anche dal rapporto con i colleghi. L’assenza di un clima sereno tra le persone può avere costi significativi per l’azienda, in termini di riduzione della produttività e crescita dell’assenteismo.

In Irlanda le imprese stanno riservando un’attenzione particolare al fenomeno del bullismo sul posto di lavoro. Si stima che almeno un lavoratore su 10 ne sia vittima. Uno studio recente ha calcolato che ogni anno nel Paese si perdono 1,7 milioni di giorni di lavoro per effetto del bullismo, con un costo per l’economia di quasi 250 milioni di euro l’anno. I dipendenti tartassati dai propri colleghi si dimostrano, infatti, meno produttivi e ricorrono con maggiore frequenza ad assenze e permessi dal lavoro.

Alcune evidenze mostrano anche una serie di costi indiretti sulle aziende. Il bullismo esercitato sul posto di lavoro riduce la concentrazione dei lavoratori, vittime e autori, aumenta la propensione agli incidenti, diminuisce i livelli di impegno e i risultati delle performance. Senza contare i costi sostenuti dalla funzione HR per gestire assenze, rimpiazzi e conseguenze sull’umore generale, oltre alle spese legali e agli eventuali danni reputazionali che potrebbero ricadere sull’organizzazione.

Non è ancora chiaro come influiranno su questo fenomeno i cambiamenti determinati dall’emergenza Covid-19 all’ambiente di lavoro, incluso il frequente ricorso al remote working. Secondo gli esperti, poiché il bullismo è legato a contesti di lavoro altamente stressanti ed è associato a cambiamenti organizzativi, le trasformazioni dovute alla pandemia potrebbero diventare terreno fertile per i colleghi bulli in alcuni settori. In altri casi, la distanza potrebbe invece ridurre le opportunità di contrasto e prevaricazione per effetto del minore contatto sociale tra colleghi.

Fonte: RTÈ, Raidio Teilifis Eireann

aziende, Irlanda, bullismo, costi


Giorgia Pacino

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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