Ambienti ibridi e cobot in fabbrica: ecco come vivremo (e lavoreremo) nel 2050

Molte aziende si ricorderanno del 2020 come l’anno in cui sono state costrette a implementare l’Agile working. Che sia Smart, Remote o Home, il lavoro a distanza necessita di pochi strumenti: un computer, un cellulare e una connessione. Già, perché senza la Rete non è possibile mantenersi in contatto con colleghi e capi e condividere attività, dubbi e soluzioni.

Mai come nell’anno appena concluso si sono potute percepire le potenzialità (e la necessità) di avere infrastrutture di Rete resilienti e scalabili, in una parola: adeguate. In questi mesi “online” e “velocità” sono diventate le parole chiave: dal lavoro alla vita sociale è necessario essere connessi e implementare strategie (quasi) istantanee.

In quest’ottica, Cisco ha voluto tracciare il percorso del digitale, in alcuni settori chiave, nei prossimi 30 anni, individuando ambienti ibridi, Intelligenza Artificiale (AI), Reti intelligenti e 5G fra le tecnologie del futuro.

Il futuro dei knowledge worker e del Manifatturiero

Nel corso del lockdown le aziende che hanno usufruito dello Smart working hanno anche aperto le porte alle ‘riunioni virtuali’, ma il futuro per i cosiddetti knowledge worker va ben oltre le piattaforme di videoconference. Fra le oltre 50 innovazioni presentate dal player di soluzioni di IT e networking, in merito a riunioni virtuali in hybrid workplace, vi sono Spatial computing e interfacce vocali.

In un mondo dove digitale e non si fonderanno sempre più, queste tecnologie contribuiranno alla creazione di una ‘terza dimensione’ in cui potremo partecipare a incontri in presenza, grazie a proiezioni di noi stessi. Ma non solo ologrammi tridimensionali potranno prender parte a eventi in nostra sostituzione: quelli che ora sono semplici assistenti vocali, saranno in grado di ascoltare un intervento o un intero meeting e riassumerlo. E va in questa direzione il continuo aggiornamento della piattaforma Webex.

Per la Manifattura, invece, il lavoro da remoto non era attuabile e all’alba del Covid-19 tante fabbriche hanno dovuto chiudere. In molti casi, dopo aver adottato i protocolli di sicurezza, le aziende hanno potuto riaprire. E grazie alle videocamere di sorveglianza ‘intelligenti’ hanno potuto verificare che i dipendenti seguissero le norme anti Covid (dispositivi di protezione e distanziamento sociale).

Intanto, però, la tecnologia applicata ha esteso l’adozione della manutenzione preventiva e predittiva, che consente di svolgere attività anche a distanza. Inoltre, l’uso di stampanti 3D permette di creare in poco tempo un componente guasto, velocizzando il riavvio della produzione. Secondo le previsioni Cisco, nei prossimi decenni le fabbriche potrebbero essere gestite da cobot, ovvero robot in grado di interagire con gli esseri umani e portare a un’importante riduzione delle emissioni di anidride carbonica entro il 2030.

Telemedicina e abitazioni smart e green

Tra i settori maggiormente destinati a cambiare c’è poi la Sanità. Difficilmente in questo ambito si pensa al lavoro da remoto, eppure già nel 2001 un team di medici statunitensi è riuscito a effettuare un’operazione chirurgica su un paziente che si trovava in Francia, grazie alla robotica. Finora, però, è rimasto un episodio isolato: al massimo il paradigma è stato declinato con i consulti medici virtuali. Ma già in epoca di Covid gli appuntamenti medici telematici con i medici hanno subìto una forte impennata e Paesi come Francia e Corea hanno facilitato l’accesso alla telemedicina.

Le nuove tecnologie, guidate dall’AI, puntano tuttavia ancora più in là: il 5G e la Realtà Virtuale aprono le porte anche alla chirurgia a distanza. Altre soluzioni, come il 3D bioprinting, già utilizzato nella medicina rigenerativa per creare tessuti e cellule o per produrre farmaci personalizzati, potrebbe creare repliche umane dei volontari umani che si sottopongono ai test medici, per velocizzare la creazione di vaccini.

E se, come appurato durante i lockdown del 2020, vita lavorativa e privata sono sempre più connesse, le previsioni di Cisco si sono spostate anche sull’utilizzo delle nuove tecnologie in ambito domestico: frigoriferi intelligenti, stampanti 3D per alimenti e tecnologie che renderanno le case smart, ma anche più sostenibili a livello ambientale.

La tecnologia, dunque, grazie a strumenti come il networking, la sicurezza e il cloud, sarà presto in grado di offrirci soluzioni sia ludiche sia operative, per affrontare al meglio la quotidianità; ma sarà anche in grado di rispondere rapidamente a nuove sfide mondiali e percepire nuove e interessanti opportunità future.

Cisco, 5G, sanità, hybrid workplace, collaboration


Francesca Albergo

aureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione – percorso del teatro e dello spettacolo – Francesca Albergo ha successivamente conseguito un master in Professioni e Prodotti per l’Editoria. Dopo un’esperienza di cinque anni nelle Risorse Umane – durante i quali non ha mai abbandonato lettura e stesura di testi – la passione per le parole, la scrittura e (soprattutto) la grammatica l’ha portata a riprendere la sua strada, imparando a ‘‘vivere per lavorare”, come le consigliò un professore al liceo. Amante della carta e del ‘profumo dei libri’ si è adattata alla frontiera digital dell’Editoria, sviluppando anche competenze nella gestione di CMS. Attualmente collabora in qualità di editor e redattrice con case editrici e portali web. Nella sua borsa non mancano mai un buon libro, una penna (rigorosamente rossa) e un blocco per gli appunti, perché quando un’idea arriva bisogna esser pronti ad accoglierla.

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