C’è il vaccino, ma il Remote working prosegue

La maggior parte delle top company del mondo Tech ha inserito il lavoro a distanza nei piani per il 2021.

La graduale disponibilità di vaccini anti-Covid non sembra aver cambiato i programmi dei Responsabili delle Risorse Umane per il 2021. Secondo una survey condotta da Gartner, il 90% dei leader HR pianifica di consentire ai dipendenti di lavorare da remoto anche dopo una più vasta diffusione delle campagne di vaccinazione.

Il 65% del campione di 130 Responsabili del Personale è convinto che la propria organizzazione continuerà a offrire flessibilità programmabile alle proprie persone. Appena un terzo degli intervistati prevede l’allentamento di alcuni protocolli, come l’obbligo di indossare la mascherina, una volta che il vaccino sarà ampiamente disponibile e pianifica di estendere ai dipendenti nuovi benefit, come l’assistenza alla cura dei figli e permessi per malattia aggiuntivi.

Allo stesso tempo, gli HR sono certi che circa la metà della forza lavoro vorrà far rientro in ufficio, almeno in modalità part time. I risultati dell’indagine riflettono l’approccio adottato da un buon numero di aziende dopo un anno di sperimentazione del lavoro a distanza a causa della pandemia. La maggior parte delle top company del mondo Tech ha incluso il Remote working nei piani di riapertura per il 2021, inclusa Google che ha annunciato la volontà di concludere accordi per un progetto pilota di lavoro ‘ibrido’ riservato ad alcune posizione a partire da settembre 2021.

Al di là del lavoro da remoto, la disponibilità dei vaccini pone una serie di questioni di particolare rilevanza all’attenzione dei dipartimenti HR. Prima fra tutte, la possibilità o meno per l’impresa di richiedere ai dipendenti di sottoporsi al vaccino come condizione necessaria per far rientro sul posto di lavoro.

Il 60% degli HR che hanno risposto alla survey di Gartner intendono incoraggiare i dipendenti a vaccinarsi, ma non prevedono di richiederlo come elemento obbligatorio. La stessa percentuale prevede che la propria organizzazione di appartenenza offrirà assistenza al personale per individuare luoghi e modalità di vaccinazione e il 44% assicura che l’impresa sovvenzionerà o coprirà i costi del vaccino.

Fonte: HR Dive

HR, remote working, vaccino covid


Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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