Coinvolgere le persone per ritrovare la fiducia

Questionario di Parole di Management: per i lettori le aziende devono puntare su stabilità e sicurezza nel post lockdown.

Il distanziamento sociale causato dalla pandemia ha reso più complicati i rapporti tra le persone anche all’interno delle aziende. Lavorando da remoto, i dipendenti rischiano non solo di sentirsi isolati, ma anche di perdere la fiducia in se stessi, nella propria organizzazione e, più in generale, nel futuro lavorativo.

Per questo è importante che le aziende investano risorse ed energie per costruire relazioni sociali e di lavoro più solide e sincere puntando sulla capacità, per ogni lavoratore, di assumersi responsabilità personali. La molla per tutto questo è la fiducia in se stessi, che è il tema portante del progetto Risorse Umane e Non Umane (Runu) della casa editrice ESTE, di cui il quotidiano Parole di Management è Media Partner.

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Per approfondire questi temi, la redazione di Parole di Management ha realizzato un’inchiesta sul ruolo della Direzione HR nella gestione delle imprese nel post lockdown, alla quale hanno partecipato numerosi manager della nostra community, appartenenti ad aziende del Nord Est e ai settori Retail (20%), Manufacturing (17,5%) e Pubblica amministrazione (17,5%) più altri comparti. Il 40% delle aziende coinvolte ha meno di 50 dipendenti, mentre il 20% conta oltre 1.000 addetti.

Contano anche stabilità e sicurezza

Dai risultati è emerso che il coinvolgimento delle persone nelle logiche lavorative è il fattore principale su cui puntare per sviluppare la fiducia nel post emergenza (62,5%). Tra gli altri aspetti fondamentali scelti dai rispondenti ci sono la Remunerazione-Stabilità lavorativa e la Sicurezza sanitaria (entrambe al 50%), seguite dalla Salute personale-cura dei familiari (27,5%) e dalla Disponibilità di strumenti digitali adeguati (25%). Se quindi il coinvolgimento delle persone è considerato il fattore principale, gli aspetti di stabilità economica e sicurezza sanitaria prevalgono su quelli della salute personale e della digitalizzazione.

Durante il lockdown, il 67,5% delle aziende rispondenti ha fatto ricorso agli aiuti messi a disposizione dal Governo contro il 32,5% che non ne ha usufruito. Solo il 15% dichiara di aver licenziato personale-interrotto contratti nel periodo di emergenza, mentre l’85% ha mantenuto tutti i propri dipendenti.

A utilizzare il Remote working durante il lockdown per la quasi totalità del personale è stato il 32,5% delle aziende, ma il 20% dichiara di non aver applicato il lavoro da remoto. Il 17,5% lo ha invece utilizzato per oltre metà del personale.

Infine è stato chiesto ai partecipanti quanto ritenessero adeguato il livello di digitalizzazione della propria azienda: risulta adeguato o abbastanza adeguato rispettivamente nel 47,5% e 45% dei casi, non adeguato solo per il 7,5%.

 

 

fiducia, coinvolgimento dei lavoratori, Runu, HR, post Covid


Gabriele Perrone

Gabriele Perrone, giornalista professionista con oltre 10 anni di esperienza, è redattore della casa editrice ESTE. Nel corso della sua carriera ha lavorato per importanti gruppi editoriali, dove ha maturato competenze sia in ambito redazionale sia nelle pubbliche relazioni. Negli anni si è occupato di economia, politica internazionale, innovazione tecnologica, management e cultura d'impresa su riviste cartacee e giornali online. Ha presentato eventi e ha moderato tavole rotonde con protagonisti manager di aziende di fronte a professionisti di vari settori in location di alto livello. Tra le sue esperienze lavorative precedenti, ci sono quelle al quotidiano online Lettera43.it e in LC Publishing Group, oltre a numerose collaborazioni con testate italiane e straniere, da Pambianco all'Independent. Laureato in Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Milano, ha conseguito un postgraduate diploma alla London School of Journalism.

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