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Dopo la Brexit, le imprese indiane guardano all’Irlanda

Dopo l’uscita del Regno Unito, l’Irlanda si candida a diventare la sede ideale per le imprese indiane che vogliono mantenere un posto in Europa. L’ambasciatore irlandese a New Delhi Brandan Ward ha rivelato una crescita di interesse da parte delle compagnie indiane, che considererebbero il Paese “un’alternativa adeguata”. Al momento sono un centinaio le aziende indiane già presenti sul territorio irlandese e il valore del commercio bilaterale tra i due Paesi si attesta intorno ai 4 miliardi di euro l’anno.

A essere interessate sarebbero sia le aziende indiane che vantano oggi stabilimenti in UK, intenzionate a mantenere una base in Europa, sia quelle che stanno sviluppando la loro presenza internazionale e guardano al Vecchio continente come opportunità di crescita. L’Irlanda potrebbe, quindi, avvantaggiarsi della sua nuova posizione per rendere più forti i legami con il Paese asiatico.

Dublino punta soprattutto sulla comunanza linguistica e sulla sostanziale omogeneità di regime giuridico, due aspetti su cui l’ex colonia inglese ha da sempre fondato il suo rapporto privilegiato con la vecchia madrepatria.

Ora, sottolinea l’ambasciata irlandese, le stesse condizioni favorevoli potrebbero riproporsi al di là del Canale di San Giorgio. A seguito della Brexit, infatti, l’Irlanda resta l’unico Paese dell’Unione Europea in cui si parla inglese come lingua ufficiale. Senza contare che il common law irlandese, come quello britannico, è assai familiare al sistema legale indiano.

Fonte: India Times

Brexit, Irlanda, aziende indiane


Giorgia Pacino

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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