Investire nelle competenze e nelle riforme strutturali per la ripresa

L’economia italiana dopo il Covid-19, curato da Bellettini e Goldstein, prova a far luce su quanto accaduto negli ultimi mesi.

Molto è stato scritto sui devastanti effetti macroeconomici dell’epidemia globale da Coronavirus. Ma che cosa è successo veramente in Italia negli ultimi mesi? Far luce su quanto è accaduto sotto vari punti di vista è l’obiettivo del libro L’economia italiana dopo il Covid-19, curato da Giorgio Bellettini, Professore di Economia politica e Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Bologna e Andrea Goldstein, Senior Economist all’Ocse.

Con la prefazione di Pier Carlo Padoan, ex Ministro dell’Economia e delle Finanze, il volume ambisce a rappresentare un punto di riferimento nello sforzo di riparare i danni economici e sociali immediati e avviare la ripresa. “Il saggio si concentra sull’impatto della crisi sull’Italia, ma molti, se non tutti, i capitoli evidenziano la rilevanza del legame tra l’economia nazionale e il sistema globale. Ciò non sorprende, data la storia del nostro Paese dal Dopoguerra, in cui tale legame è stato generalmente positivo”, scrive Padoan.

Lo stesso ex Ministro del Tesoro, oggi Deputato alla Camera, si chiede poi se l’Italia sarà in grado di sfruttare la crisi per accelerare le trasformazioni di cui ha bisogno, mantenendo il suo tradizionale atteggiamento di apertura, sostegno al multilateralismo e adesione al progetto europeo.

Dall’analisi del passato le proposte per il futuro

Il libro raccoglie, poi, contributi accademici basati sull’evidenza empirica, pur scontando alcuni inevitabili limiti dovuti all’incertezza rispetto agli orizzonti epidemiologici, e a dati ancora insufficienti riguardo al quadro delle risposte di politica economica. I temi spaziano dall’impatto della pandemia sulla crescita a breve e lungo termine alle regole che governano la ricostruzione, dal ruolo dell’Italia in Europa e ai suoi rapporti con la Cina fino agli insegnamenti legati alla partecipazione delle imprese italiane alle filiere globali o alla digitalizzazione dell’istruzione.

Il testo fa notare, comunque, che già prima dello scoppio della pandemia l’economia italiana non godeva affatto di buona salute, dovendo ancora riprendersi dalla doppia recessione del 2008-09 e del 2012-13. Quali misure adottare, quindi, per impedire che il peggioramento delle prospettive sulla solvibilità dell’Italia generi un’aspettativa di uscita dall’euro che rischia di autorealizzarsi? Bellettini e Goldstein auspicano un ingente sostegno del resto dell’Europa, che, però, diventa inutile se non si va prima alla ricerca della radice di problemi strutturali complessi.

A lungo termine, dunque, una strategia di trasformazione è fondamentale. Questo significa accelerare il percorso delle riforme e delle semplificazioni amministrative, rafforzare la resilienza nei progetti infrastrutturali, investire nell’istruzione, nelle competenze e nella riqualificazione, sostenere la trasformazione green. La conclusione del saggio è che un semplice ritorno al business as usual, cioè a quanto si faceva prima della pandemia – con inefficienze, rendite di posizione e disuguaglianze – equivarrebbe a tradire migliaia di vittime, centinaia di migliaia di operatori della sanità e altri lavoratori che sono stati in prima linea sul fronte. E, soprattutto, milioni di persone che stanno subendo e subiranno le conseguenze economiche del virus.

covid-19, ripresa economica, Padoan, Andrea Goldstein, Giorgio Bellettini


Elisa Marasca

Elisa Marasca è giornalista professionista e consulente di comunicazione. Laureata in Lettere Moderne all’Università di Pisa, ha conseguito il diploma post lauream presso la Scuola di Giornalismo Massimo Baldini dell’Università Luiss e ha poi ottenuto la laurea magistrale in Storia dell’arte presso l’Università di Urbino. Nel suo percorso di giornalista si è occupata prevalentemente di temi ambientali, sociali, artistici e di innovazione tecnologica. Da sempre interessata al mondo della comunicazione digital, ha lavorato anche come addetta stampa e social media manager di organizzazioni pubbliche e private nazionali e internazionali, soprattutto in ambito culturale.

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