tecnologia produzione

La transizione modulare verso la fabbrica intelligente

I sistemi informativi sono alla base dell’evoluzione del manufacturing e, se ben progettati, consentono di muoversi con rapidità verso il concetto di fabbrica intelligente. Integrazione, modularità e tecnologia innovativa sono i tre concetti chiave per il successo di un’azienda che voglia digitalizzarsi, connettersi e potenziare i propri processi operativi, rendendoli snelli, efficienti e sostenibili. È questo il pensiero di Riccardo Tudino, Head of Solutioning di Digitalsoft, azienda specializzata nello sviluppo della piattaforma d-one, prodotto leader nell’ambito Industry 4.0.

“Si tratta di una soluzione modulare e flessibile in grado di funzionare su piattaforma cloud dedicata o direttamente sulla esistente infrastruttura aziendale. L’implementazione agile e graduale dei vari moduli, nativamente integrati ma acquistabili individualmente, permette alle aziende di investire in maniera mirata e vedere risultati in tempi brevi”, riassume Tudino.

A prescindere dalla dimensione dell’impresa, nel processo di digitalizzazione è fondamentale procedere per moduli e implementazioni specifiche: solo un software con queste caratteristiche, che sappia adattarsi alle diverse esigenze del business, può rivelarsi realmente efficace. In tal modo, con investimenti mirati e graduali, si risolvono criticità correnti e allo stesso tempo si creano le basi per una digitalizzazione completa.

Analisi predittive e implementazioni mirate, tra i benefici del sistema integrato

Un sistema integrato ha benefici concreti, in termini sia di fluidità sia di controllo. La piattaforma abilita una nuova visione di quello che accade prima, durante e dopo la produzione.  Permette, per esempio, il monitoraggio e la manutenzione proattiva dei macchinari usati, la piena tracciabilità dei prodotti e dei componenti per la produzione, il totale controllo dell’intero processo di pianificazione. Tutti i dati sono disponibili in ogni momento e possono essere utilizzati per analizzare le performance e creare correlazioni per analisi predittive.

I moduli permettono inoltre di rispondere alle esigenze di più target aziendali. “Se, per esempio, un’azienda ha difficoltà nella gestione del magazzino, può decidere di implementare esclusivamente il modulo specifico che risolve tale problema. Dopodiché potrà estendere la piattaforma per lottimizzazione dei processi in altri dipartimenti. Questo approccio è sfruttabile tanto dalle grandi aziende quanto dalle piccole, in base al budget a disposizione e alla maturità aziendale: “L’investimento è contenuto, perché non si acquista il software nella sua interezza, ma ci si dota di specifiche soluzioni necessarie al momento”.

La criticità che attualmente sta frenando molte aziende è il ritrovarsi con una pletora di software e applicativi acquistati e installati in diversi momenti e magari da diversi fornitori, che nel corso del tempo si sono stratificati. Il parere di Tudino è che questo ‘patchwork’ non solo non permetta un dialogo fluido tra i vari dipartimenti dellazienda, ma che li intralci. “La forza di d-one sta proprio nell’integrazione nativa tra i vari moduli, fruibili singolarmente. Si risolvono in altre parole i problemi atomici, ma si guarda alla fabbrica nella sua interezza, che è fatta dall’unione di tutti i reparti, costruendo una soluzione potente in grado di gestire lintero flusso di pianificazione e produzione, dall’arrivo dell’ordine fino all’invio delle merci”.

Dall’altra parte, l’adozione di un unico software con moduli integrabili garantisce la tracciabilità completa delle operazioni e dei prodotti: Identificativi digitali univoci mostrano tutte le informazioni relative a componenti, macchinari, clienti, dipendenti… E in merito ai benefici a lungo termine, Tudino aggiunge: “La piattaforma aumenta efficienza e performance in tutte le aree, offrendo un controllo continuo dell’evoluzione del proprio business e la misurazione del miglioramento delle performance.”

Standardizzare il modo di lavorare, allineando tutte le funzioni dei vari dipartimenti dell’azienda, evita infatti confusione e ritardi, connettendo, prevedendo le potenziali anomalie e offrendo avvisi per ottimizzare i piani. “La piattaforma, proattiva e flessibile, mette a disposizione tutti gli strumenti utili per prendere decisioni sulla base di dati condivisi, focalizzandosi sulle attività a valore aggiunto e sulla vera produttività.

La ricerca di nuove soluzioni per la fabbrica del futuro

A modularità e integrazione, Digitalsoft accosta la costante ricerca di nuove soluzioni e tecnologie: un maniacale slancio all’innovazione. Dall’utilizzo di funzionalità di Intelligenza Artificiale, Machine learning, Big data e analytics per migliorare l’accuratezza e la concretezza della pianificazione e la previsione di criticità, allintegrazione con tecnologie di interazione vocale per facilitare il focus delle attività, fino alla completa connessione tra macchine e altri IT tools, resa possibile da più layer di d-one, come API, Service Bus e IoT Gateway.

Questi fattori consentono a Digitalsoft di proporre soluzioni allavanguardia adattabili a diverse tipologie di business. Perché ogni fabbrica è diversa, soprattutto nel settore manifatturiero, ed è bene sfruttare i benefici della personalizzazione e dell’estensione graduale dei servizi. Solo così è, infatti, possibile costruire un proprio ecosistema efficiente: con una strategia di trasformazione digitale modulare, si inizia un percorso graduale verso la Future Factory.

Chiude Tudino: “La fabbrica del futuro per noi è innanzitutto una nuova cultura aziendale a cui affianchiamo una piattaforma software potente e integrata, centrata sull’utente a supporto del processo di transizione verso la nuova dimensione digitale.”

industria, industria 4.0, tecnologia, fabbrica, integrazione


Sara Polotti

Sara Polotti è giornalista pubblicista dal 2016, ma scrive dal 2010, quando durante gli anni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (facoltà di Lettere e Filosofia) recensiva mostre ed eventi artistici per piccole testate online. Negli anni si è dedicata alla critica teatrale e fotografica, arrivando poi a occuparsi di contenuti differenti per riviste online e cartacee. Legge moltissimo, ama le serie tivù ed è fervente sostenitrice dei diritti civili, dell’uguaglianza e della rappresentazione inclusiva, oltre che dell’ecosostenibilità.

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