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L’Home working e la nostalgia delle chiacchiere da ufficio

Lavorare da casa è piaciuto. Ma dopo mesi di isolamento aumenta la voglia di socialità. Anche lavorativa.

La maggior parte dei lavoratori costretti a lasciare l’ufficio durante l’emergenza coronavirus ha apprezzato le comodità del lavoro da casa. Eppure, dopo mesi di remote working forzato, si comincia a sentire la mancanza di ritmi e abitudini consolidate. E c’è chi rimpiange persino il collega chiacchierone della stanza accanto.

Secondo una ricerca condotta da Utility Bidder, ai due terzi dei dipendenti inglesi (62%) mancano le chiacchiere con i colleghi e quasi la metà (45%) ha nostalgia della sua vecchia routine di lavoro in ufficio. L’indagine ha riguardato mille dipendenti del Regno Unito che hanno lasciato i loro uffici durante il lockdown. Oltre il 74% giudica positivamente l’esperienza del lavoro da casa. I capi britannici saranno contenti di sapere che quasi la metà dei lavoratori si è scoperta molto produttivo e ha avvertito un miglioramento della propria salute, fisica e mentale nell’ultimo periodo di lavoro a distanza. Una persona su 10 ha dichiarato che anche i suoi clienti si sono dimostrati più felici.

Nonostante i benefici, la maggioranza dei lavoratori continua, però, a sentire la mancanza dell’ufficio: quattro persone su 10 vorrebbero ritornare a operare in un ambiente di lavoro professionale. E, anche se i meeting online hanno aiutato a superare la distanza, al 28% manca la possibilità di comunicare vis à vis con gli altri.

Chi ha fatto il pieno di videocall, persino per l’aperitivo virtuale del venerdì sera, non ha dubbi: non c’è niente come lo scambio di battute con i colleghi per spezzare la tensione della giornata, anche se si tratta di due chiacchiere veloci davanti al distributore dell’acqua. Ci sono argomenti di cui non si parla quasi mai online, ma che viene facile discutere con i colleghi tra un incarico e l’altro, dal nuovo ristorante alla serie tivù della sera prima. La ritualità dell’ufficio, dicono gli intervistati, è fatta soprattutto di piccole cose e la maggior parte dei lavoratori non vede l’ora di riappropriarsene.

Fonte: The Northern Scot

home working, Regno Unito, ufficio


Giorgia Pacino

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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