L’Ue dorme e gli Usa (ri)alzano il salario minimo

La Florida ha votato un emendamento allo Costituzione per innalzarlo da 8,56 a 10 dollari all’ora.

Se Bruxelles temporeggia, in Florida festeggiano. La crisi economica innescata dalla pandemia ha riacceso in diversi Paesi il dibattito sull’istituto del salario minimo, la retribuzione base che dovrebbe essere garantita ai lavoratori per una determinata quantità di lavoro.

Nonostante l’ambizione iniziale di creare uno strumento europeo, fissato in una percentuale comune a tutti i Paesi membri, la Commissione Ue si è dovuta fermare di fronte alla ripartizione di competenze che affida lavoro e occupazione ai singoli Stati. A fine ottobre 2020 la proposta di direttiva voluta dall’esecutivo presieduto da Ursula von der Leyen si è limitata a fissare criteri omogenei per i Paesi che già prevedono al proprio interno salari minimi, senza prevedere alcun obbligo per gli altri di introdurlo.

In Florida, invece, il salario minimo non solo c’è già da tempo, ma verrà presto aumentato. In occasione delle ultime elezioni presidenziali, i cittadini dello Stato americano hanno, infatti, votato anche per un emendamento allo Costituzione che prevedeva di innalzare il salario minimo da 8,56 a 10 dollari all’ora. La proposta è passata con il 61% dei voti ed entrerà in vigore a partire dal 2026.

La Florida si unisce così agli altri sette Stati Usa che hanno già portato la retribuzione minima a 15 dollari, ma è il primo a farlo attraverso un voto popolare. A livello federale, negli Stati Uniti il salario minimo rimane fermo a quota 7,25 dollari. L’idea di portarlo a 15 dollari era uno dei punti del programma elettorale del candidato democratico e nuovo presidente eletto Joe Biden, mentre il repubblicano Donald Trump, che pure in Florida ha ottenuto la maggioranza dei voti, si era sempre detto convinto che la materia dovesse rimanere in mano ai singoli Stati.

Unione europea, salario minimo, Stati Uniti, Florida


Giorgia Pacino

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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