Smart working

Manager contro lo Smart working

Nonostante numerosi sondaggi indichino che il lavoro a distanza sia stata un’esperienza positiva per una parte significativa dei dipendenti e che molti, anche se non tutti, vogliono che continui questo modello di lavoro, molti dirigenti non sono d’accordo con questa visione. Negli Stati Uniti, secondo una ricerca della Society for human resource management ripresa di recente dalla BBC, il 72% dei manager che attualmente supervisionano i lavoratori a distanza preferirebbe che tutte le persone lavorassero… in ufficio.

Questo non vale solo per gli Usa: dall’altra parte dell’Atlantico, in Svezia, la società di employee engagement Winningtemp, con clienti in 25 Paesi, ha rilevato segni di una spinta al ritorno in ufficio, in particolare dove la copertura vaccinale è più massiccia. “Vedo che molte aziende stanno imponendo il rientro in ufficio”, ha dichiarato il fondatore e CEO Pierre Lindmark, spiegando come la somministrazione della seconda dose di vaccino anti-Covid sia stata per molti dirigenti un incentivo per chiedere ai loro collaboratori di lasciare le scrivanie domestiche.

I dirigenti vogliono riprendere il controllo

Sebbene l’aumento del lavoro da casa durante la pandemia abbia dimostrato che i dipendenti possono essere produttivi anche fuori dall’ufficio, gli esperti delle risorse umane citati dalla BBC hanno sottolineato come molti manager abbiano sperimentato una perdita di controllo rispetto ai tempi che hanno preceduto l’emergenza sanitaria. Promuovere una mentalità del back-to-the-office potrebbe, almeno in parte, essere legato al desiderio dei manager di riprendere un po’ di controllo.

Altre ricerche suggeriscono che alcuni dirigenti faticano ancora a fidarsi delle persone che lavorano da casa. Da un sondaggio online che ad agosto 2021 ha coinvolto 200 manager statunitensi è emerso, per esempio, che gli intervistati non avevano piena fiducia in un terzo dei loro collaboratori per quanto riguarda l’utilizzo corretto delle tecnologie necessarie per rendere il lavoro a distanza un’esperienza di successo. Una precedente ricerca della Harvard Business Review ha mostrato invece che il 41% dei manager temeva che lo Smart working potesse incidere sulla motivazione delle persone.

Dall’altra parte della barricata, i manager favorevoli al lavoro a distanza sostengono che il loro approccio stia già avendo un impatto positivo, per esempio nei processi di recruitment. “Ci sono sviluppatori che ci hanno chiesto di lavorare per noi dalla Francia, dal Regno Unito, dal Belgio. E questo perché adottiamo formule di lavoro flessibili”, ha raccontato Olga Beck-Friis, co-fondatrice di una piattaforma di consulenza legale digitale con sede a Stoccolma. “Attualmente non abbiamo in programma di adottare una politica di ritorno al lavoro a tempo pieno”. Insomma, le posizioni sono in contrasto, ma iniziano a emergere anche le visioni di chi esprime dubbi sul lavoro a distanza come unico modello da valutare post pandemia.

Fonte: BBC

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Erica Manniello

Laureata in Filosofia, Erica Manniello è giornalista professionista dal 2016, dopo aver svolto il praticantato giornalistico presso la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli. Ha lavorato come Responsabile Comunicazione e come giornalista freelance collaborando con testate come Internazionale, Redattore Sociale, Rockol, Grazia e Rolling Stone Italia, alternando l’interesse per la musica a quello per il sociale. Le fanno battere il cuore i lunghi viaggi in macchina, i concerti sotto palco, i quartieri dimenticati e la pizza con il gorgonzola.

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