Niente vincoli al lavoro agile: l’appello degli esperti al Governo

No all’iper regolazione, più spazio alla contrattazione individuale. Sono questi i punti principali dell’appello che un gruppo di esperti (giuslavoristi, rappresentanti di categoria, consulenti aziendali e del lavoro, manager) ha inviato ai rappresentanti di Governo per non ‘burocratizzare’ il lavoro agile. Un tema al centro del dibattito e oggetto di confronto della puntata del 25 settembre 2020 di PdM Talk, il talk del nostro quotidiano, in onda dalle 12 alle 13.

L’obiettivo dell’appello è quello di tutelare la Legge 81 del 2017 nei suoi principi ispiratori di semplicità e adattabilità e nelle sue modalità applicative, elementi che – si legge nel documento firmato, tra gli altri, dall’ex Segretario Fim Cisl Marco Bentivogli, dalla CEO di Variazioni, Arianna Visentini e dall’ex Presidente dell’Anpal, Maurizio Del Conte – “hanno determinato in pochi anni la diffusione dello Smart working”.

Oggi, secondo i firmatari dell’appello, a seguito dell’adozione massiva del lavoro agile, “la semplicità della Legge 81 del 2017, che ne disciplina l’attuazione, è minacciata da una diffusa pressione a imporre nuovi vincoli burocratici e obblighi normativi nella falsa illusione che solo così si possa tutelare il lavoro, rischiando invece di vanificarne l’intento”.

Il riferimento è legato al fatto che il 15 ottobre 2020 è previsto che termini il regime semplificato che regola lo Smart working (decisione unilaterale del datore di lavoro) e che si torni il regime degli accordi individuali. Ma l’orientamento del Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo è di dare maggiore spazio alla contrattazione collettiva modificando la Legge 81 del 2017.

Dai due incontri organizzati da Catalfo con le parti sociali – sono previsti altri colloqui prima del 15 ottobre –la linea emersa è di lasciarsi alle spalle il meccanismo dell’accordo azienda-lavoratore, facendo riferimento a un accordo quadro per i principi comuni e le regole di base, affidando alla contrattazione collettiva la gestione del lavoro agile e la gestione di alcune questioni come il diritto alla disconessione o l’erogazione dei buoni pasto.

Il rischio del ritorno al telelavoro

Ma secondo gli esperti, una cornice normativa eccessiva rischia di snaturare uno strumento che porta con sé, in parallelo, un’evoluzione della cultura organizzativa in favore della produttività, che rischia ora di essere messa in discussione. Il lavoro agile – è sottolineato nell’appello – è caratterizzato proprio dall’assenza di troppi vincoli, altrimenti si ricade nella logica del telelavoro.

“Invitiamo il Governo a farsi parte attiva nella tutela e ripristino dello spirito e funzionamento originario della Legge 81 del 2017 e a promuovere progetti e percorsi di supporto culturale e organizzativo alle organizzazioni datoriali e dei lavoratori-trici che consentano loro di adottare il lavoro agile nella formulazione e modalità più adeguata. La Legge 81 non deve subire modifiche che ne snaturino le finalità e le modalità applicative”.

L’appello è stato promosso da: Marco Bentivogli (Esperto di politiche industriali del lavoro e innovazione industriale, scrittore, già Segretario Fim Cisl); Lorenzo Cairo (Avvocato, esperto di Diritto del Lavoro, Partner presso lo Studio Legale Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners); Arianna Visentini (CEO e President di Variazioni, Ph.D. Labour Relations, Consulente di Smart Working); Chiara Bisconti (Board President di Milanosport, già Assessora al Benessere e Tempo libero del Comune di Milano e Consulente di Smart Working); Mariano Corso (Professore di Leadership and Innovation al Politecnico di Milano e Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Smart Working); Maurizio Del Conte (Giuslavorista e Professore di Diritto del Lavoro all’Università Bocconi di Milano. Già Presidente Agenzia Nazionale per le Politiche Attive per il Lavoro (Anpal) e attuale Presidente di Afol Metropolitana).

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Gabriele Perrone

Gabriele Perrone, giornalista professionista con oltre 10 anni di esperienza, è redattore della casa editrice ESTE. Nel corso della sua carriera ha lavorato per importanti gruppi editoriali, dove ha maturato competenze sia in ambito redazionale sia nelle pubbliche relazioni. Negli anni si è occupato di economia, politica internazionale, innovazione tecnologica, management e cultura d'impresa su riviste cartacee e giornali online. Ha presentato eventi e ha moderato tavole rotonde con protagonisti manager di aziende di fronte a professionisti di vari settori in location di alto livello. Tra le sue esperienze lavorative precedenti, ci sono quelle al quotidiano online Lettera43.it e in LC Publishing Group, oltre a numerose collaborazioni con testate italiane e straniere, da Pambianco all'Independent. Laureato in Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Milano, ha conseguito un postgraduate diploma alla London School of Journalism.

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