Oltre la catena di montaggio, una nuova produzione è possibile

La promessa è ambiziosa: rimpiazzare la tradizionale catena di montaggio, utilizzata da oltre un secolo nel settore Automotive, per fare spazio a piccole fabbriche con appena un centinaio di lavoratori. Arrival, piccola compagnia di veicoli elettrici sostenuta dal colosso della Logistica UPS, sta creando microfabbriche altamente automatizzate in cui autobus e van per le consegne sono assemblati da robot multitasking, superando l’approccio fordista usato dalla maggior parte dei produttori. Lo stabilimento punta a produrre decine di migliaia di veicoli ogni anno ed è strutturato in modo molto diverso dal tradizionale plant produttivo in cui lavorano in media oltre 2mila operai.

Il vantaggio del modello Arrival è anche economico. Secondo le stime della compagnia, mettere in piedi una microfabbrica costerebbe circa 50 milioni di dollari, contro il miliardo appena sufficiente per dar vita a una fabbrica tradizionale nel mondo dell’Automotive. Arrival, che ha sede a Londra e sta già costruendo siti produttivi in Gran Bretagna e Stati Uniti, sostiene che il suo metodo permette di produrre furgoni dal costo decisamente inferiore sia rispetto agli altri modelli elettrici sia rispetto ai più diffusi veicoli diesel. La strategia sembra aver convinto UPS, che oggi detiene meno dell’1% delle azioni della compagnia, ma pianifica già di acquistare 10mila van Arrival nei prossimi anni.

Collanti strutturali al posto delle saldature

Ma come lavora una microfabbrica di Arrival? In ogni stabilimento opera una piattaforma motorizzata che trasporta i veicoli da assemblare verso sei differenti cluster robotici: a ogni fermata sono aggiunte componenti diverse. L’azienda sta rimpiazzando molte delle parti in acciaio utilizzate nell’assemblaggio dei veicoli con componenti fatti di materiali compositi avanzati, un mix di polipropilene e vetroresina. Queste parti vengono tenute assieme da collanti strutturali invece che da saldature metalliche.

L’impiego di tali composti, che possono essere prodotti in ogni colore, contribuirebbe a eliminare tre delle fasi più costose della produzione di automobili: la verniciatura, la produzione di parafanghi e altre parti aggiuntive e la saldatura metallica dei componenti sottoscocca. Ognuna di queste costa in media centinaia di milioni di dollari.

Arrival, che da marzo 2021 è quotata sul listino Nasdaq, punta a produrre pullman entro la fine dell’anno. Finora ha assemblato una serie di prototipi di van caratterizzati dal fatto di garantire ampia visibilità al conducente, disegnati in collaborazione con UPS, ma nessuno dei suoi modelli è stato ancora testato su strada. Di regola, i robot impiegati nell’industria manifatturiera sono programmati per svolgere uno o due task predefiniti. La scommessa di Arrival consiste nel superare questo limite, arrivando ad assegnare ai robot una varietà di compiti diversi.

Fonte: The New York Times

tecnologia, Automotive, manufacturing, robot


Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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