Processi integrati e cloud, le vie di sviluppo del PLM

Il Product Lifecycle Management (PLM) non è solo una tecnologia, ma costituisce anche un approccio mentale alla digitalizzazione: la gestione del ciclo di vita del prodotto consente di integrare dati, processi, sistemi aziendali e, in ultima analisi, persone per dare vita a un’impresa estesa. La piattaforma software permette di coordinare in modo efficiente le informazioni lungo l’intero ciclo, dall’ideazione alla progettazione prodotto, dalla produzione all’assistenza, fino allo smaltimento dello stesso.

Nell’ambito della strategia informatica, il PLM permette di realizzare una “struttura” di dati coerente grazie al consolidamento dei sistemi. Dal punto di vista aziendale, consente alle organizzazioni di lavorare in una logica di team e di progettare, realizzare, mantenere e ritirare dal mercato i prodotti, acquisendo le best practice e le metodologie che si sono dimostrate più efficienti lungo il percorso, avendo la possibilità di prendere decisioni unificate e informate.

Le potenzialità del PLM come approccio gestionale

Implementare una soluzione PLM significa disporre di un modello di gestione in cui i diversi dati che riguardano il prodotto siano ‘linearizzati’ e ricondotti a un filo coerente di informazioni e conoscenza.

L’informatizzazione dei processi si limita a riprodurli in forma digitale per consentire un miglioramento incrementale. Occorre invece realizzare un percorso digitale di conoscenze che svolga un ruolo proattivo nella promozione del business. Troppo spesso però, i dati di prodotto sono ancora disseminati all’interno di banche dati, fogli Excel, disegni e appunti.

L’approccio PLM significa ridurre questa ingente quantità di dati a un flusso coerente e integrato, evitando lacune e ridondanze. Per questo si può intendere il PLM come un approccio gestionale che, attraverso le tecnologie digitali, è in grado di mettere ordine nei processi creativi e ingegneristici, dando un punto di vista che contempla l’intera vita del prodotto.

Ma quali sono gli sviluppi e le potenzialità del PLM? Leonardo Cipollini, Business Development Director di Siemens Digital Industries Software, sostiene che “seguendo la logica dello sviluppo del modello gestionale di business adatto all’uso delle soluzioni PLM, abbiamo offerto la possibilità di suddividere la scelta delle nostre licenze in base alle esigenze”.

Non si tratta solo delle licenze cosiddette ‘perpetue’, ma anche di “quelle subscription, il cui utilizzo può variare nel tempo”. L’altra opzione per usare al meglio le soluzioni PLM è passare dalle strutture on premise, dove l’installazione ed esecuzione del software va direttamente su macchina locale, ad architetture di tipo cloud based.

Resistenze culturali superate dai vantaggi

Il manager riconosce che alcuni sistemi operativi aperti di Siemens e dedicati all’Internet of Things, in alcuni casi, vengono accolti ancora con delle resistenze culturali. L’idea di ‘perdita di controllo’ del dato, se non si visualizza concretamente, può rendere scettici alcuni attori del mercato.

La percezione sta comunque cambiando: oggi, infatti, le aziende richiedono sempre di più opzioni cloud-based. I vantaggi sono molteplici, tra cui il costo molto più basso dell’adozione di queste tecnologie up-front, la riduzione degli oneri dell’amministrazione della piattaforma, la scalabilità delle soluzioni. “MindSphere di Siemens, per esempio, è un sistema operativo che consente di collegare i macchinari e le infrastrutture fisiche al mondo digitale, permettendo di trasformare in valore i big data provenienti da milioni di dispositivi intelligenti, offrendo indicazioni sfruttabili per tutte le fasi del business”, sottolinea Cipollini.

Un servizio sempre più user based

Un servizio indispensabile, oltre all’offerta tecnica, è l’accompagnamento del cliente nell’adozione del nuovo modello gestionale messo a disposizione dall’utilizzo delle tecnologie digitali nel PLM. “Un esempio è l’approccio guidato e con delle metodologie ad hoc che offriamo a chi sceglie di passare da un applicativo a un altro”, spiega Cipollini. Tutte le piattaforme sono user based, e vengono calibrate in base alle esigenze dell’utente, così come la formazione di cui necessitano: ogni cliente può fare un percorso personalizzato.

Il miglioramento della facilità d’impiego delle soluzioni PLM e la riduzione dei tempi del processo di utilizzo, dall’installazione in poi, rendono queste applicazioni tecnologiche ideali per avere un flusso coerente e integrato di dati pronti all’uso. “Stiamo rinnovando le interfacce utente degli applicativi inserendo delle caratteristiche che derivano dall’Intelligenza Artificiale”, conclude Cipollini. L’interfaccia riuscirà ad adeguarsi a al punto che desidera l’utente in base all’analisi di ciò che sta facendo: una dimensione dinamica che sarà il futuro del PLM.

Siemens, Intelligenza artificiale, plm


Elisa Marasca

Elisa Marasca è giornalista professionista e consulente di comunicazione. Laureata in Lettere Moderne all’Università di Pisa, ha conseguito il diploma post lauream presso la Scuola di Giornalismo Massimo Baldini dell’Università Luiss e ha poi ottenuto la laurea magistrale in Storia dell’arte presso l’Università di Urbino. Nel suo percorso di giornalista si è occupata prevalentemente di temi ambientali, sociali, artistici e di innovazione tecnologica. Da sempre interessata al mondo della comunicazione digital, ha lavorato anche come addetta stampa e social media manager di organizzazioni pubbliche e private nazionali e internazionali, soprattutto in ambito culturale.

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