Remote working produttivo, ma poco creativo

L’incremento di meeting virtuali starebbe compromettendo la capacità di creare relazioni.

Il lavoro a distanza ridurrebbe il potenziale creativo dei dipendenti e potrebbe danneggiare il benessere personale e l’economia, se prolungato oltre il necessario. Parola del capo economista della Bank of England.

Secondo quanto riporta il Guardian, Andy Haldane sostiene che il passaggio di massa al lavoro da remoto durante l’emergenza Covid ha fatto bene a molti lavoratori e ai loro datori di lavoro, aiutando a incrementare benessere e produttività. Tuttavia, avverte l’economista, l’impostazione del lavoro adottata durante il lockdown si è rivelata molto meno costruttiva per altri e il drastico venir meno dell’interazione umana starebbe già oggi distruggendo opportunità vitali per l’espressione creativa e l’innovazione.

Entrando nel dibattito sulle conseguenze a lungo termine delle nuove modalità di lavoro, Haldane ha detto che non fanno bene alle persone e all’economia del Paese né le soluzioni che prevedono cinque giorni alla settimana di lavoro in ufficio né quelle che optano per il Remote working totale. Il semplice incremento di meeting virtuali, secondo l’economista, starebbe compromettendo la capacità delle persone di condividere le informazioni che servono per creare rapporti di fiducia e nuove relazioni.

Anche se l’Home working fornisce un ambiente più tranquillo e con un minor numero di distrazioni, elementi che aiutano a concentrarsi sul lavoro, finirebbe insomma per disperdere quella creatività che nasce dalla condivisione con i colleghi e che solo attraverso il confronto permette di dare vita a nuove idee.

Fonte: The Guardian

 

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Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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