Security skill, competenze IT più ricercate

I professionisti della sicurezza informatica sono in cima alle priorità dei recruiter. Complice anche lo stravolgimento del lavoro all’interno delle organizzazioni, durante l’emergenza Coronavirus le imprese di tutto il mondo hanno dovuto fare i conti con la carenza di competenze tecnologiche in materia di sicurezza. Tanto che oggi le IT security skill sono diventate le più ricercate dalle aziende.

Secondo uno studio globale, condotto su 4.200 manager IT, quattro imprese su 10 hanno registrato una crescita degli attacchi informatici da quando la postazione di lavoro si è spostata dall’ufficio all’abitazione del lavoratore. Di queste, l’83% ha riportato un aumento del phishing e il 62% un incremento dei malware, segno che il Remote working ha lasciato le organizzazioni e i loro dipendenti molto più esposti alle minacce informatiche.

La situazione ha spinto verso una domanda record di competenze in materia di cybersecurity: l’indagine 2020 sui CIO condotta da Harvey Nash e Kpmg ha certificato che per il 35% delle organizzazioni la ricerca di esperti di cybersecurity è oggi una priorità. Nel 2020, infatti, per la prima volta in 10 anni le IT security skill sono al primo posto nella lista di competenze più ricercate in ambito tecnologico.

È alta anche la domanda di skill in materia di gestione del cambiamento organizzativo (27%), architettura di impresa (23%), architettura tecnica e advanced analytics (entrambe al 22%). La carenza di competenze tecniche si cala in un contesto di massicci investimenti e accelerazione verso il tech, in gran parte forzati dal cambio di paradigma a favore del lavoro da remoto indotto dalla pandemia.

Secondo la ricerca, durante la prima ondata della pandemia le compagnie intervistate hanno speso in una settimana 15 miliardi di dollari in più in tecnologia. Quasi la metà degli IT manager ha accelerato la trasformazione digitale e l’adozione di tecnologie emergenti, incluse Intelligenza Artificiale, Machine learning, Blockchain e automazione. Allo stesso tempo, le implementazioni su piccola scala di AI e Machine learning sono balzate dal 21% pre-pandemia al 24% registrato ad agosto 2020.

L’incremento inaspettato degli investimenti in tecnologia è stato accompagnato da un cambiamento enorme del modo di operare delle aziende. Secondo Bev White, CEO di Harvey Nash Group che ha curato la ricerca, le industrie globali hanno affrontato più cambiamenti organizzativi negli ultimi sei mesi di quanti se ne siano visti negli ultimi 10 anni.

Fonte: Tech Republic

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Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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