Un green pass anche per il lavoro

Ufficialmente si chiama “certificazione verde”. È il pass, introdotto già dal decreto anti-Covid del 22 aprile 2021 per spostarsi tra Regioni in fascia arancione o rossa. Ora che l’Italia si è tinta di giallo, la certificazione con cui si dimostra di essere stati vaccinati, di essere guariti dal Covid-19 o di essersi sottoposti a tampone con esito negativo dovrebbe servire anche per partecipare a feste, banchetti di nozze e concerti. E se la prova dell’avvenuta vaccinazione diventasse necessaria anche per tornare sul posto di lavoro?

Se lo stanno già chiedendo in Canada, dove il 70% dei decision maker è convinto che in un futuro non troppo lontano il passaporto vaccinale occorrerà anche ai dipendenti che riprendono il loro posto in sede. Secondo la survey commissionata da Express Employment Professionals, più di tre quarti di chi si occupa di assunzioni all’interno delle aziende (l’81%) pensa che si possa tornare alla normalità, superando le restrizioni dovute alla pandemia, soltanto una volta vaccinata la maggior parte della popolazione.

Circa sei dipendenti su 10 ammettono che sarebbero più propensi a sottoporsi al vaccino se la propria azienda incentivasse in qualche modo l’immunizzazione. Sebbene il 70% delle compagnie sia convinto che occorrerebbe dar prova dell’avvenuta vaccinazione per tornare sul posto di lavoro, la maggioranza delle organizzazioni crede che assicurarsi che il personale sia vaccinato non rientri nella responsabilità aziendale.

Le compagnie canadesi stanno, insomma, pianificando di riprendere le assunzioni e far ritornare i dipendenti in sede, ma devono prendere decisioni immediate sui requisiti necessari per rimettere piede sul posto di lavoro.

Fonte: Globe News Wire


Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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