Una roadmap digitale per le Piccole e medie imprese

La digitalizzazione è una tappa (quasi) obbligata per le aziende, se si vuole essere competitivi sul mercato. Ma le Piccole e medie imprese (PMI) in Italia non sono sempre preparate ad affrontare la trasformazione digitale. L’introduzione di soluzioni intelligenti nei loro processi richiede tempo (e fatica), perché le nuove tecnologie non sono pensate – e spesso neppure realizzate – per le organizzazioni di dimensione più contenuta. Nonostante l’Italia sia (ancora) il secondo Paese manifatturiero in Europa, deve fare i conti con questo gap: le PMI restano una ricchezza unica per il nostro Paese, ma ci sono da rilevare nuove e sempre più complicate debolezze nel tessuto imprenditoriale italiano, in particolare legate proprio alla digitalizzazione.

Secondo il Digital capability index del Rapporto Cerved PMI 2020, le medie imprese con elevate digital capability sono il 15,9%, una percentuale che scende al 7,8% per le piccole aziende. Nel complesso, i livelli di digitalizzazione delle PMI risultano ancora nettamente inferiori rispetto alle grandi imprese (9,1% contro 31%). Nonostante i numeri, le piccole imprese che non si avvalgono di soluzioni tecnologiche sono tuttavia anche le più avvantaggiate, a patto che siano disposte a rinnovarsi: partendo con un approccio logico – e graduale – al digitale hanno, infatti, un basso rischio di errore, soprattutto perché non legate a una crescita stratificata di soluzioni.

“Le aziende piccole hanno il vantaggio di non avere uno storico di errori ai quali dover rimediare; adottando un approccio basato sull’analisi dei flussi produttivi e sull’impatto che le tecnologie digitali possano avere sui livelli di efficienza, esse possono intraprendere una serie di azioni virtuose e graduali che porteranno a risultati positivi sia dal punto di vista economico che operativo”, spiega Fabrizio Riccomi, CEO e Business Developer di NeroSuBianco, azienda di consulenza che accompagna i percorsi di crescita delle PMI italiane attraverso l’innovazione tecnologica.

Va nella direzione di approfondire questi temi il ciclo di incontri dal titolo Industria 4.0 per tutti, una serie di webinar sulla digitalizzazione 4.0 delle PMI con approcci diversi a seconda dei livelli di digitalizzazione aziendale (dalle 15 alle 16.30). Il primo appuntamento (il titolo del webinar, Partire con il piede giusto, svela che sia dedicato proprio a quelle realtà con un basso livello di digitalizzazione) è in programma il 15 aprile 2021 e si concentra sull’illustrazione di casi di piccole aziende che hanno intrapreso da zero il percorso di digitalizzazione, definendo una roadmap e arrivando in breve tempo a risultati soddisfacenti. Si affrontano il controllo di gestione per orientare gli investimenti digitali, ma anche la Lean 4.0, un il percorso di crescita senza digitalizzare gli sprechi e si approfondisce uno strumento per l’analisi e mappatura dei processi produttivi (un software VSM in licenza esclusiva alla società NeroSuBianco srl).

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Ottimizzare l’esistente per migliorare l’efficienza delle soluzioni

Come anticipato, le aziende che partono da zero con il percorso di digitalizzazione devono affrontare sfide più ‘semplici’, mentre è in quelle di medie dimensioni che si riscontrano le criticità più evidenti. Queste ultime, infatti, spesso implementano nuove tecnologie, ma senza una strategia vera e propria: devono quindi fare i conti con errori, procedure ridondanti, software difficili da integrare, dati parziali o poco significativi. In questo caso, non si può ripartire da zero, è necessario prevedere un assessment tecnologico e lavorare sull’esistente, tentando di far comunicare tra loro sistemi software e hardware che hanno problemi di compatibilità o che, acquistati per rispondere ad un bisogno puntuale, non sono più in grado di far fronte a processi la cui natura è diventata nel tempo sempre più complessa.

“Prima di sostituire ciò che è già implementato nell’organizzazione, cerchiamo di ottimizzare l’esistente, integrando i sistemi, valutando la necessità di ridisegnare alcuni processi e migliorando l’efficienza delle tecnologie abilitanti. Così manteniamo il consolidato per fare spazio al nuovo”, conferma Riccomi. La tematica e le azioni di ‘riordino’ da implementare nelle aziende che si trovano ‘a metà strada’ del processo di digitalizzazione sono al centro del secondo webinar Mettere insieme i pezzi (20 maggio 2021).

Nel percorso strategico per la digitalizzazione importante è anche affrontare le problematiche a livello fiscale, perché a ogni investimento e a ogni operazione si accompagnano risvolti fiscali oltre che finanziari. “A seconda di come si utilizzano gli incentivi dal punto di vista del bilancio, le situazioni possono cambiare; si tratta di decisioni strategiche che aprono nuovi scenari e che cambiano la prospettiva sui possibili percorsi da intraprendere” ha continuato Riccomi. Ecco perché nell’incontro si dibatte delle criticità del percorso 4.0, di nuovi approcci per risolvere i problemi, di certificazioni dei beni 4.0 e delle normative per il corretto inquadramento e ottimizzazione dell’incentivo fiscale.

Dedicato alle aziende con un elevato livello di digitalizzazione – ma interessante anche per chi ambisce a quel traguardo – è il terzo appuntamento, Valutare le scelte strategiche (23 giugno 2021) in cui di discute di scouting tecnologico e servizi di simulazione e di software in grado di offrire risposte concrete. “Oggi vendere un digital twin in Italia è pressoché impossibile: per farlo funzionare, sono necessarie competenze specifiche, ma queste le PMI non possono permetterselo”, evidenzia Riccomi. “Per questo negli anni abbiamo messo a punto una metodologia che, a partire dallo scouting tecnologico e dall’osservazione sul campo di tecnologie anche molto sofisticate, consenta di simulare il loro impatto sui processi aziendali prima ancora di effettuare l’investimento”.

È in questa occasione che si concentrano gli aspetti più tecnologicamente avanzati, come Internet of Things, Intelligenza Artificiale, simulazione e servizi in cloud, il cui utilizzo permette di raggiungere l’efficienza completa dei processi, ma la cui comprensione richiede un tempo di valutazione che non è meno importante dell’investimento stesso

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Federica Biffi

Laureata magistrale in Comunicazione, Informazione, editoria, classe di laurea in Informazione e sistemi editoriali, Federica Biffi ha seguito corsi di storytelling, scrittura, narrazione. È appassionata di cinema e si interessa a tematiche riguardanti la sostenibilità, l'uguaglianza, l'inclusion e la diversity, anche in ambito digital e social, contribuendo a contenuti in siti web. Ha lavorato nell'ambito della comunicazione e collabora con la casa editrice ESTE come editor e redattrice.

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