Costruire la sostenibilità d’impresa attraverso l’impegno etico dell’HR

Il Responsabile Risorse Umane deve garantire l’esistenza dell’azienda e i diritti dei lavoratori anche nel domani.

La sostenibilità non riguarda solo l’ambiente. Si tratta di un concetto etico, nato in riferimento alle persone. In particolare, l’uso della parola si è affermato nel 1987, quando un gruppo di politici guidati dalla Premier norvegese Gro Harlem Brundtland ha dichiarato che lo sviluppo, per muoversi in tal senso, deve soddisfare i bisogni del presente senza compromettere il benessere delle generazioni future (non è un caso che Greta Thunberg, la giovane attivista svedese per la lotta al cambiamento climatico, sia scandinava).

Questo principio si è affermato perché era in atto una trasformazione epocale: se prima degli Anni 80 si era sicuri di consegnare alle generazioni future un pianeta migliore, come crescita e sviluppo, da quel momento in avanti l’equazione non è stata più così valida. Sostenibilità significa, quindi, lasciare in eredità un mondo che sia almeno nelle stesse condizioni di quello che si è ricevuto, sia in termini di diritti sia di spazi di libertà e azione.

In ambito aziendale, tutti i manager dovrebbero curarsi di questi temi, a partire dagli imprenditori. A maggior ragione, il direttore HR se ne deve preoccupare perché gestisce direttamente le persone e la loro valorizzazione.

Il benessere è un aspetto della sostenibilità e il Responsabile Risorse Umane non deve garantire l’esistenza dell’azienda e i diritti dei lavoratori solo oggi, ma anche domani, attraverso un impegno etico, intervenendo sugli atteggiamenti delle persone e diffondendo saggezza, per far sì che, oltre al profitto, si produca valore sociale per la collettività.

Operare in questo senso significa integrare e comunicare nel bilancio di sostenibilità la chiara e consapevole assunzione di responsabilità di garantire all’impresa una vita futura tramite azioni concrete ed etiche. Comporta quindi un cambiamento culturale che non può essere realizzato senza un ruolo centrale della Direzione del Personale, che ne dà concretezza quotidianamente.

A riguardo, Mauro Vaia, Trainer e Consulente di Terra Institute, parte da un presupposto: ogni persona è unica e imprescindibile. “Le aziende, spesso, non hanno una visione per valorizzare quel talento unico che tutti possono esprimere”. L’approccio dovrebbe essere opposto a quello tayloristico, nel senso che dovrebbe essere l’organizzazione a modificarsi e riconfigurarsi per potenziare le qualità dei suoi lavoratori, non il contrario. Questo atteggiamento rappresenta una sfida nuova per dar vita a imprese maggiormente resilienti”.

Oltre al profitto, anche il valore sociale è molto importante. Ne è convinto Michele Bonfiglioli, Amministratore Delegato di Bonfiglioli Consulting e Presidente della filiera Servizi Professionali di Confindustria Emilia. La sostenibilità, a suo giudizio, è una leva competitiva fondamentale: “Le imprese producono ricchezza che va distribuita tra tutti gli attori che in qualche modo contribuiscono a crearla. Dare lavoro alle persone è la cosa più bella che ci sia”.

Di sostenibilità si occupano tante società. Quella specifica legata alle imprese, però, non è appannaggio di tutti. Trasformare questo concetto e attualizzarlo in relazione al mondo del business è l’obiettivo del team di Ventitrenta e del suo Amministratore, Giuseppe Marino. “Un’impresa diventa sostenibile con una serie di strumenti che non sono certo la borraccia ecologica o la promozione della salute attraverso il welfare aziendale. La sostenibilità deve abbracciare, invece, in modo trasversale, tutte le funzioni aziendali, l’intera catena del valore e i prodotti e servizi che si offrono. Le tre dimensioni da considerare e da combinare tra loro sono quella sociale, ambientale ed economica”.

Esistono imprese per le quali i bilanci sociali non sono solo ‘di facciata’, ma hanno una solida concretezza: è il caso di Schneider Electric. “Facciamo riferimento all’Agenda 2030 delle Nazioni unite, i cui obiettivi sono stati integrati e vengono monitorati nel nostro bilancio ‘non finanziario’ Schneider Sustainability Impact”, spiega Fabio Parmeggiani, Vicepresidente Risorse Umane di Schneider Electric. “È essenziale il coinvolgimento diretto delle persone che operano in azienda, sia come attori di un modo etico di fare business sia come soggetti di cui l’impresa deve avere cura”.

Le aziende sono chiamate a rispettare le regole del mercato per non creare eventuali situazioni collusive o violazioni della concorrenza. Allo stesso tempo, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, devono garantire di non sfruttare i lavoratori e di promuovere politiche a favore dei diritti delle persone. Ne è convinto Luca Fornaroli, Partner e consulente di Strategia e Sviluppo Consultants (SSC), il quale sottolinea come la dimensione etica sia fondamentale: “Le imprese devono rispettare i lavoratori con contratti adeguati e anche curandosi delle necessarie misure di sicurezza, ma talvolta accade che gli imprenditori e i loro consulenti non vadano in questa direzione. Invece l’etica dev’esserci sempre, a 360 gradi, sia in casa propria sia fuori”.

L’articolo integrale è pubblicato sul numero di Luglio-Agosto di Persone&Conoscenze.
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sostenibilità, HR, direzione del personale


Gabriele Perrone

Gabriele Perrone, giornalista professionista con oltre 10 anni di esperienza, è redattore della casa editrice ESTE. Nel corso della sua carriera ha lavorato per importanti gruppi editoriali, dove ha maturato competenze sia in ambito redazionale sia nelle pubbliche relazioni. Negli anni si è occupato di economia, politica internazionale, innovazione tecnologica, management e cultura d'impresa su riviste cartacee e giornali online. Ha presentato eventi e ha moderato tavole rotonde con protagonisti manager di aziende di fronte a professionisti di vari settori in location di alto livello. Tra le sue esperienze lavorative precedenti, ci sono quelle al quotidiano online Lettera43.it e in LC Publishing Group, oltre a numerose collaborazioni con testate italiane e straniere, da Pambianco all'Independent. Laureato in Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Milano, ha conseguito un postgraduate diploma alla London School of Journalism.

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