Il futuro è ibrido e punta sul capitale umano

Formazione e competenze saranno sempre più necessarie per eccellere e la sinergia tra tecnologia e umano diverrà la chiave del successo. È il messaggio lanciato da Jefferson Wells, brand del gruppo Manpower che si occupa di recruiting di Senior ed Executive manager, nel recente live talk online organizzato presso La Triennale di Milano, evento nel quale ha affrontato la questione del mondo del lavoro futuro.

“Oggi più che mai il ruolo centrale lo svolge la persona”, ha spiegato Riccardo Barberis, Amministratore Delegato di ManpowerGroup Italia. Ecco perché bisogna ricercare nuovi modelli di leadership: un vero leader è, infatti, una persona capace di combinare competenze tecniche e autenticità. “Il manager spinge, il leader è qualcuno che ispira”, ha continuato Barberis. Egli –è la sua tesi– ha la capacità di attrarre, ispirare, lavorare sui ‘perché’: perché un’azienda esiste e qual è il suo ruolo nella società (aspetti che poco hanno a che fare con il lato economico dell’impresa).

Alessandro Testa, Director di Jefferson Wells, ha spiegato che l’azienda si basa su due pilastri: la componente umana, ovvero si prefigge di accompagnare i leader in percorsi di crescita e cambiamento; l’oggettività delle valutazioni, ossia cerca di essere Data driven, per capire quali sono le caratteristiche delle persone e portarle al successo.

Come sostiene Gerd Leonhard, futurista, umanista e CEO di The Futures Agency, abbiamo subìto un’accelerazione repentina; ci siamo ritrovati a reinventare le strutture sociali e su questa lunghezza d’onda le imprese pianificano il futuro: ci si muove verso un mondo ibrido, in cui tecnologia e persone si fondono e si compensano. Si lavora sullo sviluppo della digitalizzazione, sostenuta dai game changer, tra cui: Big data, cloud, Internet of Things, Intelligenza Artificiale, Blockchain. L’uomo possiede però le caratteristiche che la tecnologia non può sostituire: resilienza, creatività, coraggio, agilità; l’obiettivo del futuro è quello di focalizzarsi su ciò che la tecnologia non può fare, vale a dire più sull’inventiva e meno sull’efficienza, secondo un processo di re-umanizzazione.

Investire sulle persone come strategia vincente

Della necessità di un nuovo Umanesimo all’interno delle organizzazioni ha parlato anche Marcello Cattani, Presidente e Amministratore Delegato di Sanofi Italia: “La tecnologia ci dà gli strumenti, ma chi si occupa della strategia e chi la fa funzionare sono le persone”. Cattani, com’è noto, si occupa di salute, quindi non può prescindere dalle persone: vive di innovazione, creatività, competenze, etica, inclusione. Sono questi dunque i tratti che consentono di portare un’innovazione disruptive.

A prova di ciò, una ricerca del Boston Consulting Group, di cui Francesco Leone è Manager Director e Partner, ha evidenziato che l’88% degli investitori richiede agli Amministratori Delegati di fare investimenti in competenze perché questo permette alle aziende di creare vantaggio competitivo. Il 65% delle persone è inoltre disposto a lasciare parte della remunerazione affinché questo avvenga.

La People strategy suggerisce che oggi si devono mettere le persone al centro (lavorare sul team), incrementare diversity e inclusion (offrire a tutti ambienti che siano stimolanti), puntare sulla sustainability e sul work life balance e, infine, mirare a engagement e affiliation. Per tornare al ‘perché’, il concetto del purpose risulta imprescindibile: un’area di investimento su cui tutte le aziende lungimiranti stanno investendo. Trasferirlo alle persone permette di trasmettere allo stesso tempo una chiara identità del motivo per cui si sta in un business.

Leone aggiunge che nei settori del fashion e del lusso, l’utilizzo dei Big data è fondamentale perché permette di conoscere il consumatore: non si vende più un prodotto, ma un’esperienza. Nondimeno, i dati da soli servono a poco; le macchine aiutano a elaborarli, ma poi devono essere interpretati e tradotti in strategie: questo è compito degli esseri umani. Nel 70% dei casi le trasformazioni che non vengono fatte attraverso un investimento sul capitale umano tendono a fallire.

Roberto Cascella, Executive Director People Management & HR Digital di Intesa Sanpaolo, è intervenuto sostenendo che in una situazione di incertezza, in realtà ci sono dei punti fermi, uno su tutti lo human touch, molto importante per gli esseri umani.

Di investimento sul capitale umano e di flessibilità alla trasformazione ha parlato anche Cristiana Capotondi, Capo Delegazione della Nazionale Femminile Calcio: nella sua visione sono questi i capisaldi per affrontare un futuro che paradossalmente diverrà antropocentrico. La tecnologia guiderà la nostra società in modo esponenziale, ma nelle aziende sarà decisivo coinvolgere le persone con empatia e responsabilità.

competenze, formazione, capitale umano, Manpower Group


Federica Biffi

Laureata magistrale in Comunicazione, Informazione, editoria, classe di laurea in Informazione e sistemi editoriali, Federica Biffi ha seguito corsi di storytelling, scrittura, narrazione. È appassionata di cinema e si interessa a tematiche riguardanti la sostenibilità, l'uguaglianza, l'inclusion e la diversity, anche in ambito digital e social, contribuendo a contenuti in siti web. Ha lavorato nell'ambito della comunicazione e collabora con la casa editrice ESTE come editor e redattrice.

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