Il lato meno agile dello Smart working

Chi lavora da casa sta seduto in media due ore e 40 minuti in più di quanto non facesse in ufficio.

La rivoluzione dell’Home working ha allungato i tempi di lavoro: restiamo connessi più a lungo, partecipiamo a meeting più lunghi, rispondiamo alle mail anche a tarda sera. Ma, soprattutto, passiamo molto più tempo seduti.

In Irlanda, più della metà delle persone che lavorano da casa sta seduta in media due ore e 40 minuti in più di quanto non facesse in ufficio. È la stima emersa da una ricerca commissionata dall’Irish Heart Foundation, che vuole mette in guardia dai pericoli alla salute derivanti da una vita sempre più sedentaria ed esortare gli smart worker irlandesi ad alzarsi dalla sedia. Escape your chair è, infatti, lo slogan della campagna lanciata dalla fondazione.

Da quando sono entrate in vigore le restrizioni dovute alla diffusione della pandemia, più della metà dei lavoratori irlandesi ha continuato a operare da casa. Il 53% di loro ammette di restare seduto davanti al computer per un tempo maggiore di quanto non facesse in ufficio o nell’abituale luogo di lavoro. Uno su quattro ha un comportamento sedentario per quasi tre ore in più al giorno.

La fondazione ha messo a punto una serie di strumenti per aiutare le persone a muoversi di più: un calcolatore online che quantifica il tempo trascorso seduti, video di esercizi pensati per essere eseguiti davanti alla scrivania – i cosiddetti deskercise – e una guida all’allenamento. Il consiglio degli esperti è di cominciare da piccoli movimenti: alzarsi dalla sedia e allontanarsi dal computer per un minuto ogni ora è un buon modo per ridurre la sedentarietà e allentare lo stress del lavoro.

Fonte: Irish Times

home working, salute, sedentarietà


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Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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