Internazionalità e Covid: le sfide dell’era digitale

Un’industria siderurgica e una struttura governativa, accomunate dalla visione strategica per superare la crisi.

Un nemico invisibile si è abbattuto sul nostro Pianeta. Un virus che ha colpito tutti i Paesi, indistintamente. Una sfida a livello globale, che conta (purtroppo) moltissime vittime. In questo contesto le aziende hanno avuto due possibilità: escogitare nuove soluzioni, migliorando il proprio business model e implementando nuovi prodotti, o lasciarsi trascinare nel baratro.

Ma quali sono le leve che possono aiutare le aziende a superare la crisi attuale e lanciarsi verso un futuro ricco di opportunità? Ne hanno parlato di recente, all’evento L’officina di FabbricaFuturo promosso dalla casa editrice ESTE, di cui Parole di Management è stato Media Partner, Domenico Ambrosino, Regional CFO of Asian Region di Danieli & C. e David Hubert Delisle, Director for Eastern and Mediterranean Countries di Business France.

Due aziende differenti, l’una operante nell’Industria siderurgica, l’altra nell’Amministrazione governativa. Ad accomunarle la visione strategica che ha permesso alla prima di superare con successo la crisi sanitaria e a Business France di scendere in campo per sostenere le aziende e i loro lavoratori nella comunicazione e nell’investimento. Perché senza questo non può esserci futuro.

Nuovi prodotti, Industria 4.0 e Supply chain

Un’azienda che punta molto sull’internazionalizzazione è Danieli, produttrice di macchine ed equipaggiamenti per l’industria siderurgica, con plant produttivi nei principali mercati: “I nostri prodotti, per dimensione e costo, non possono essere acquistati online; per venderli è necessario essere presenti in loco e spiegarne all’investitore la qualità. Ecco perché prediligiamo una strategia molto vicina al cliente”, ha spiegato Ambrosino. Per questo motivo, in epoca di Covid-19 Danieli ha implementato servizi volti a migliorare la relazione con i propri acquirenti.

Per esempio ha istituito un teleservice connesso 24 ore al giorno, sette giorni a settimana con il centro in Italia per poter seguire in diretta il funzionamento dei macchinari. “In questo modo, se ci fosse un malfunzionamento, potremmo informare il cliente tempestivamente, pur non essendo presenti sul posto”, ha osservato il manager. Non solo. Come sappiamo, infatti, il Covid è arrivato prima in Cina, dove Danieli ha un’importante fabbrica. Ciò ha permesso all’azienda di anticipare i tempi, rispetto al resto del mondo, con la progettazione e creazione di una soluzione volta a far fronte alla necessità di lavoro a distanza: uno speciale elmetto provvisto di videocamera, in grado di leggere i dati e trasmetterli in real time al tecnico operante da remoto, consentendogli di guidare il personale qualora vi siano azioni da intraprendere o addirittura nella riparazione di un macchinario.

Durante la pandemia, a causa delle restrizioni, l’azienda ha scelto poi di investire molto nella Supply chain, accorciando le distanze tra fabbriche e fornitori: “Il costo è più alto, ma il beneficio di avere Supply chain distribuite in tutto il mondo offre maggior valore aggiunto ai nostri prodotti”, ha spiegato Ambrosini.

Ma gli investimenti per Danieli non sono finiti qui. Molti altri sono i progetti che l’azienda sta portando avanti, anche in ottica green grazie alle tecnologie dell’Industria 4.0, per esempio “stiamo introducendo la possibilità di sfruttare l’idrogeno nella produzione dell’acciaio”, ha riferito Ambrosino. Questa fonte di energia alternativa è attualmente molto costosa, ma secondo gli esperti avrà nel breve un prezzo più accessibile e, quando ciò avverrà, “noi saremo già pronti a utilizzarlo” ha ammesso il CFO dell’area asiatica di Danieli.

Informazione e sostenibilità come programmi per il futuro

Una catena di distribuzione presente su molti territori e una fonte di energia alternativa rendono indubbiamente un’azienda più sostenibile. E proprio di green ha parlato Delisle, secondo cui “la transizione ecologica è la più grande sfida da affrontare” e la digitalizzazione “ci aiuterà a raggiungere questo obiettivo, motivo per cui l’educazione tecnologica sarà fondamentale nei prossimi anni”. L’obiettivo di Business France, agenzia governativa che promuove le esportazioni e facilita gli investimenti dall’estero in Francia, è supportare le aziende che vogliono crescere attraverso l’innovazione dei propri strumenti, come la mobilità elettrica e i pagamenti digitali.

“Ci sono sempre nuove frontiere, se un’azienda non ha progetti è fuori dal mercato”, ha spiegato Delisle. Ma per stimolare le imprese, soprattutto quelle più piccole, a portare avanti i propri obiettivi, è importante garantire l’accesso a capitali su scala internazionale. “Sicuramente il Covid ha danneggiato lo scambio economico”, ha affermato Delisle, ma Business France sta proseguendo le sue attività di supporto alle imprese in tre modi: fornendo informazioni sui mercati, attraverso un sito aggiornato settimanalmente, aiutando le aziende a riguadagnare quote di mercato attraverso un programma dedicato e facilitando le imprese nello sviluppo di mercati internazionali. “E il prossimo step sarà quello di sfruttare gli strumenti digitali per promuovere le imprese tramite eshop”.

Digitalizzazione, dunque, ma anche sostenibilità. Certo è necessario comprendere che per crescere bisogna investire. E l’emergenza sanitaria in corso è il momento ideale per decidere il proprio futuro. Non solo vittime, dunque. Da una crisi nasce sempre un’opportunità. E queste aziende ne sono la prova.

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Francesca Albergo

aureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione – percorso del teatro e dello spettacolo – Francesca Albergo ha successivamente conseguito un master in Professioni e Prodotti per l’Editoria. Dopo un’esperienza di cinque anni nelle Risorse Umane – durante i quali non ha mai abbandonato lettura e stesura di testi – la passione per le parole, la scrittura e (soprattutto) la grammatica l’ha portata a riprendere la sua strada, imparando a ‘‘vivere per lavorare”, come le consigliò un professore al liceo. Amante della carta e del ‘profumo dei libri’ si è adattata alla frontiera digital dell’Editoria, sviluppando anche competenze nella gestione di CMS. Attualmente collabora in qualità di editor e redattrice con case editrici e portali web. Nella sua borsa non mancano mai un buon libro, una penna (rigorosamente rossa) e un blocco per gli appunti, perché quando un’idea arriva bisogna esser pronti ad accoglierla.

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