Investire in tecnologie e ripensare le filiere: le proposte dei lettori di PdM

Nell’era del post Covid-19 la tecnologia è considerata la leva decisiva per la ripresa della Manifattura, ma affinché la ripartenza sia efficace occorre accrescere le competenze digitali delle aziende e potenziare l’infrastruttura sul territorio.

Parole di Management ha chiesto a un campione di imprese lombarde come si stanno attrezzando al meglio per superare le incertezze di questa fase. In vista della tappa del 4 giugno 2020 di Lecco di FabbricaFuturo, il progetto multicanale della casa editrice ESTE di cui Parole di Management è Media Partner, imprenditori e manager della Lombardia hanno condiviso con la loro ricetta per il rilancio del Manufacturing.

La maggior parte delle imprese si dice d’accordo con la centralità assunta dalla tecnologia nel preparare la ripartenza. Il 40% dà un buon voto alla propria organizzazione quanto a competenze e conoscenze in ambito tecnologico, il 20% le valuta addirittura su livelli di eccellenza. Le soluzioni innovative adottate dalle imprese scontano, però, il ritardo dell’infrastruttura digitale nazionale: in una scala da 1 a 5, più della metà degli intervistati (56%) valuta con “3” il livello di avanzamento della Rete nel proprio territorio. La digitalizzazione del Paese, dunque, è considerata ancora a metà strada.

Interventi inadeguati e necessità di cambiamento

Non convincono neppure le misure finora messe in campo per frenare la crisi economica innescata dall’emergenza sanitaria e per spingere la ripresa: la quasi totalità delle aziende giudica poco adeguati, per il rilancio del settore Manifatturiero, i decreti sin qui adottati dal Governo, che nelle valutazioni degli imprenditori raggiungono appena la sufficienza.

Per far fronte alle esigenze di cambiamento imposte dal nuovo assetto globale, fatto di spostamenti ridotti e approvvigionamenti più complessi, dopo il lockdown il 72% delle aziende sta valutando di accorciare la propria catena di fornitura. Appena il 4% degli intervistati ha preso in considerazione l’idea di una Manifattura diffusa, che aiuti soprattutto le imprese più piccole tramite la messa in condivisione dei macchinari. Il 32% non intende farvi ricorso, il 64% ammette di non conoscerne neppure il funzionamento.

 

Meno burocrazia, investire su competenze e infrastrutture digitali

È unanime e condivisa l’idea che la vera competenza delle aziende italiane risieda nella grande flessibilità e nella capacità di adattarsi alle richieste dei clienti, come ragionava su Parole di Management Marco Piazza, Direttore di Api Lecco – Associazione Piccole e Medie Industrie della Provincia di Lecco. Molti individuano nella velocità di risposta, nell’accrescimento delle competenze e negli investimenti in tecnologia la strada per ripartire dopo la crisi. Secondo gli imprenditori, servono innovazione e coinvolgimento, ma anche tempestività nelle risposte e nuovi servizi che si adattino alle mutate esigenze dei clienti.

È il momento di riorganizzare i processi produttivi in base alla domanda e di semplificare le attività aziendali, magari spingendo in ottica marketing per potenziare il brand. Nonostante la grande sfiducia manifestata nei confronti del Governo, le imprese invocano un intervento dello Stato che sia indirizzato verso maggiori investimenti nelle infrastrutture digitali e non, incentivi agli acquisti e soprattutto riduzione della burocrazia. Imprenditori e manager, da parte loro, sono decisi a puntare su professionalità e competenza, empatia e coraggio. È tempo – dicono le aziende – di essere disposti a cambiare radicalmente mentalità, modalità e aspettative sul lavoro.

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Giorgia Pacino

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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