Investire sulle persone, ultima chiamata?

Le persone non sono un’opzione su cui investire, ma il vero driver per il successo e lo sviluppo sostenibile, e l’unico asset di valore che ha senso coltivare e integrare nella strategia aziendale. Le organizzazioni lo hanno chiaro: se n’è parlato anche a Brescia, in occasione della prima tappa 2024 del progetto convegnistico Risorse umane e non umane promosso dalla rivista Persone&Conoscenze, edita da ESTE Edizioni (editore anche del nostro quotidiano, media partner dell’iniziativa editoriale) che ha aggregato oltre 100 ‘People manager’ delle più rappresentative aziende del territorio per riflettere sul futuro del lavoro e confrontarsi sul ruolo e le nuove responsabilità della Direzione del Personale.

Dibattere sul futuro del lavoro – tema dell’edizione 2024 di Runu – implica, infatti, di guardare alle sfide del presente con sguardo critico e lucido. In particolare, Luca Martini, HR Director & Business Development di Elea, ha puntato l’attenzione sul concetto di work-life balance e sulla nuova esigenza di flessibilità da parte delle persone; mentre Andrea Crocilla, Group People & Culture Manager di Cimbali Group, ha considerato il nuovo ruolo dell’HR, evidenziando il tema cruciale dei percorsi di crescita e sviluppo dei collaboratori.

La funzione Risorse Umane sarà fondamentale nel plasmare il futuro del lavoro, assicurando che le organizzazioni siano agili, inclusive e in grado di gestire le sfide emergenti. In quest’ottica, sarà sempre più strategico per le aziende rivedere o definire la propria Employee value proposition, come ha evidenziato Sabrina Caputi, Senior Consultant di Considi, che trasferisca una visione d’insieme, in grado di far comprendere a lavoratori e lavoratrici il proprio contributo all’interno di un’organizzazione sempre più complessa.

Il lavoro per obiettivi e la responsabilità diffusa possono essere strumenti fondamentali per il futuro delle aziende. Uscendo dalla visione binaria che divide fiducia e controllo, Massimo Rocchini, Senior General Manager, Human Resources & Administration di Yamaha Racing ha indicato la possibilità, per i People manager, di far evolvere il loro rapporto con le persone all’interno delle organizzazioni, verso una gestione più umana ed equilibrata.

Silvia Preti, Human Capital Officer di Cherubini, ha invece presentato la nuova People strategy dell’azienda, basata su flessibilità, coinvolgimento e wellbeing. Anche Romina Colciago, Head of Strategy Health&Benefit di Aon, ha sottolineato quanto il futuro delle organizzazioni sia nelle mani delle persone: per questo motivo mettere al centro l’essere umano e il suo benessere è un aspetto chiave, oltre che motore propulsivo dello sviluppo del business.

Nell’attuale contesto HR, la fusione sinergica tra processi di Talent acquisition e di Sviluppo non è solo funzionale all’attraction, ma anche alla retention delle persone, ed è in grado di creare un ambiente in cui le risorse in ingresso prosperano attraverso iniziative di crescita continue. Rachele Bonsignori, Senior HR Consultant della BU Individua di Zeta Service e Francesca Verderio, Training and Developement Practice Leader della BU Eleva di Zeta Service hanno presentato l’approccio People potential awareness (Ppa), uno strumento che permette di modernizzare i modelli di gestione del Personale e la cultura della valorizzazione delle risorse.

Anche il tema della Diversity e Inclusion sono stati al centro del dibattito: Chiara Armani e Laura Tolettini, rispettivamente Talent Acquisition Specialist e Diversity, Equity, Inclusion and Welfare Manager di Feralpi Siderurgica hanno condiviso il progetto di inserimento di figure femminili nel contesto produttivo siderurgico, mentre Milena De Padova, Group HR Director di Giochi Preziosi, ha parlato della convivenza tra generazioni nell’ecosistema aziendale, con la sfida di valorizzare le relazioni e la mutua crescita di collaboratori senior e junior.

Con i People manager (e per i People manager), le questioni emerse dal convegno hanno evidenziato un nuovo ruolo della Direzione del Personale, in uno scenario dove il perimetro delle organizzazioni si è dilatato e le persone sono alla ricerca di un nuovo senso. Il contesto è sfaccettato e complesso, ma gli HR si sono messi in gioco, pronti ad affrontare la sfida.

Runu, HR, people manager, Risorse umane non umane


Martina Midolo

Martina Midolo

Classe 1996, Martina Midolo è giornalista pubblicista e si occupa di social media. Scrive di cronaca locale e, con ESTE, ha potuto approfondire il mondo della cultura d’impresa: nel raccontare di business, welfare e tecnologie punta a far emergere l’aspetto umano e culturale del lavoro.

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