La formazione a distanza non ha età

La vera sfida per il futuro del lavoro è di carattere educativo. E riguarda anche la popolazione adulta. A differenza delle generazioni passate, oggi gli Over 65 hanno carenze ed esigenze educative che influiscono sulla loro capacità di restare al passo con il mondo del lavoro. I rapidi cambiamenti economici, culturali e tecnologici, combinati con l’allungamento della vita lavorativa, hanno reso urgente una formazione che coinvolga anche i più maturi.

Nel 2034, soltanto negli Stati Uniti, le persone con più di 65 anni d’età avranno superato gli Under 18. La crescita di questa fetta di popolazione si tradurrà in una nuova domanda di conoscenza, sotto forma di educazione digitale. Secondo Luke Yoquinto, ricercatore del Mit AgeLab e co-autore di Grasp: The science transforming how we learn, intervistato dal New York Times, la formazione degli adulti resta il wild West della tecnologia per l’istruzione, un territorio cioè ancora inesplorato e che offre innumerevoli opportunità.

La formazione virtuale si presta bene ai bisogni educativi di chi ha qualche anno in più. Lo dimostra il successo riscosso negli ultimi tempi dai corsi online gratuiti, sempre più diffusi tra quanti in gioventù non hanno avuto tempo o possibilità di investire nella propria preparazione. La formazione online pone l’apprendimento su un piano di parità che non tiene conto della provenienza geografica, delle possibilità economiche e della disponibilità di tempo di chi si iscrive.

Chi ha voglia di acquisire nuove competenze, spesso è desideroso anche di metterle a frutto. Nel 2019 una ricerca della Kauffman Foundation, organizzazione apartitica di supporto all’imprenditoria, ha calcolato che più del 25% dei nuovi imprenditori aveva tra i 55 e i 64 anni. Un dato in crescita, visto che nel 1996 la stessa fascia di età non superava il 15%.

Tutte queste opportunità richiedono però un prerequisito indispensabile per essere raggiunte: una connessione a Internet. Nonostante la domanda crescente di formazione, molti continuano a restare esclusi dai processi educativi proprio perché non sono presenti online: un report condotto dall’organizzazione no-profit Oats (Older adults technology services) stima che siano 22 milioni gli americani con più di 65 anni senza accesso alla Rete.

Fonte: New York Times

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Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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