La pandemia colpisce i lavoratori Over 50

In un Paese che invecchia, i lavoratori anziani continuano ad aumentare. In Italia, secondo i dati Istat, i lavoratori ultracinquantenni sono gli unici a essere aumentati di numero – 197mila unità in più – nonostante la pandemia. Mentre l’occupazione ha registrato un vistoso calo soprattutto tra le donne, coinvolgendo al contempo autonomi e dipendenti, è cresciuta tra gli Over 50, soprattutto per effetto della componente demografica. Eppure, in un mercato del lavoro che fatica a uscire dalla crisi, neppure i lavoratori più anziani se la passano bene.

Negli Stati Uniti la pandemia ha costretto 2 milioni di lavoratori anziani a uscire dal mondo del lavoro. Secondo i dati dell’US Census Bureau, le persone con oltre 55 anni hanno avuto il 17% in più di probabilità di perdere il posto di lavoro durante i primi sei mesi della pandemia. Il National Institute of Retirement ha calcolato che più di un quarto dei lavoratori statunitensi ha intenzione di andare in pensione prima del previsto per effetto della crisi pandemica.

Ma quali effetti avrà sugli ambienti di lavoro l’uscita di un’intera generazione? Secondo una ricerca condotta dall’American Association of Retired Persons, l’83% dei business leader a livello globale è convinto che avere una forza lavoro multigenerazionale sia una delle chiavi per la crescita e il successo di lungo termine di un’azienda. Eppure, già prima del Covid, il 78% dei lavoratori tra i 40 e i 65 anni aveva sperimentato forme di discriminazione sul lavoro a causa dell’età, dai pre-pensionamenti forzati all’essere costretti ad accettare impieghi dalle retribuzioni più basse.

Discriminazioni ora esacerbate dalla trasformazione digitale. I lavoratori più anziani impiegano il doppio del tempo rispetto ai giovani nel trovare una nuova occupazione e, quando ciò accade, difficilmente si tratta di posizioni comparabili a quelle lasciate in precedenza. Con l’effetto di peggiorare le condizioni economiche e pensionistiche degli Over 50.

Fonte: Benefit News

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Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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