Tecnologie e organizzazione: come costruire l’antifragilità

Quello che abbiamo vissuto nella prima metà del 2020 a causa dell’emergenza coronavirus è stato un momento di rottura che può essere visto non solo dal punto di vista delle conseguenze negative, ma anche come una grande opportunità. L’occasione per le imprese è quella di pensare a come gestire il ‘new normal’ per garantire in modo diverso la business continuity anticipando i comportamenti dei consumatori e dei mercati.

Si è cercato di capire quali siano queste opportunità nella tavola rotonda Imprese e fase 2: come si riparte? dell’evento FabbricaFuturo Brescia della casa editrice ESTE, di cui Parole di Management è Media Partner, moderata da Marco Taisch, presidente di MADE Competence Center, Professore del Politecnico di Milano e membro del Comitato Scientifico di Sistemi&Impresa.

La collaborazione con il mondo della ricerca

La ricerca può giocare un ruolo fondamentale per la ripartenza e ha permesso a molte aziende la continuità del business nel corso dell’emergenza, come ha spiegato Fabio Chiesa, Corporate Organization Manager di SmiLab (Gruppo Smi), che cita alcuni esempi di tecnologie 4.0. “Le macchine interconnesse e le tecnologie come la Rfid hanno consentito di continuare a utilizzare i dati, mentre gli strumenti di Realtà aumentata hanno permesso di effettuare assistenza da remoto. I dati sono funzionali all’attività di ricerca e sviluppo“.

Nel post Covid, si rende ancora più rilevante e cruciale una collaborazione proficua tra l’ambito della formazione e la sfera industriale. Spesso si critica il settore della ricerca sul fatto che non sia così legato al mondo delle imprese, ma Chiesa porta un’esperienza diversa: “SmiLab collabora con l’Università di Bergamo in modo strutturato a lungo termine, inserendo in azienda laureandi accompagnati da tutor sia universitari sia interni su progetti di Big data, IoT e interfaccia uomo-macchina. Poi ci sono a disposizione anche borse di studio su temi specifici con l’obiettivo di attrarre personale”.

Marlegno, l’innovazione che crea valore

Un’esperienza di innovazione è quella portata da Angelo Luigi Marchetti, Amministratore Delegato di Marlegno, che ripercorre il percorso che ha portato un’impresa di piccole dimensioni a cambiare il proprio modello di business. “Già nel 2019 effettuavamo delle ‘what if scenario analysis’ per capire come reagire a eventuali situazioni difficili, ma per noi era inimmaginabile ciò che ha comportato l’emergenza Covid nella nostra Supply chain che si è totalmente bloccata. Ma dopo la prima fase che ci ha travolti, abbiamo avuto grande resilienza e nelle nostre riunioni interne abbiamo spostato l’attenzione dagli aspetti negativi a quelli positivi per recuperare terreno”.

Spiegando come Marlegno punti molto su economia circolare e digitalizzazione, Marchetti sottolinea l’importanza di “investire nella resilienza e nella mentalità delle persone per portare ‘a bordo’ dell’azienda la digitalizzazione, che ha tante sfaccettature e non si esaurisce solo nello Smart working”.

Per dare valore all’azienda “dobbiamo continuare a investire nelle persone e nell’innovazione, a maggior ragione in un periodo così complesso”, sostiene Marchetti. Marlegno sta inoltre investendo nella servitizzazione (l’abbinamento di un servizio al prodotto) e in questo ambito “le tecnologie abilitanti sono importantissime”.

La reazione proattiva alla crisi di Cedral Tassoni

Per alcune imprese, la pandemia ha accelerato alcuni processi che già esistevano, ma non venivano colti appieno. È il caso di Cedral Tassoni, il cui Amministratore Delegato Elio Accardo racconta: “Proprio nel periodo pre emergenza, stavamo organizzando un comitato di crisi e lo Smart working era già stato utilizzato da tutte le funzioni aziendali. Abbiamo quindi implementato quello che era già in programma e in poco tempo abbiamo risolto tutti i problemi organizzativi. Inoltre abbiamo scoperto alcune possibilità importanti: per esempio, il fatto che alcune funzioni aziendali possono continuare l’attività smart anche in altri periodi non di emergenza”.

Quanto alla strategia messa in pratica per sopperire al calo di domanda nell’Horeca, Cedral Tassoni ha “intercettato i distributori più evoluti che effettuano consegne a casa dei consumatori, per rimanere ‘presenti’ nelle loro case. Invece, riguardo ai pagamenti dei distributori e al processo di de-stoccaggio, abbiamo utilizzato materiali di servizio utili ai proprietari di bar”.

I nuovi approcci di Machine vision sulla linea produttiva

In ambito più tecnico, Fabio Floreani, Responsabile Area Tecnica del Consorzio Intellimech, spiega come il riconoscimento degli oggetti e la stima della loro posizione e orientamento nello spazio possano essere task particolarmente complessi soprattutto quando gli oggetti sono numerosi, simmetrici e particolarmente piccoli. Il bin-picking di manipolatori da magazzini automatici è una situazione esemplificativa sotto questo punto di vista. In tali condizioni risulta necessario sviluppare metodologie di Machine vision differenti in funzione delle molteplici casistiche possibili.

Floreani sottolinea come nel periodo di emergenza ci siano stati aspetti sia positivi sia negativi: da un lato, “l’attività di ricerca e sviluppo verso le imprese è andata avanti senza grandi problemi e abbiamo continuato a lavorare su progetti anche in relazione al distanziamento sociale, utilizzando per esempio immagini CAD in relazione alle reti che permettono di simulare lo scenario reale. Dall’altro lato, è venuta a mancare l’interazione fisica umana, una componente importante che genera business”.

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Gabriele Perrone

Gabriele Perrone, giornalista professionista con oltre 10 anni di esperienza, è redattore della casa editrice ESTE. Nel corso della sua carriera ha lavorato per importanti gruppi editoriali, dove ha maturato competenze sia in ambito redazionale sia nelle pubbliche relazioni. Negli anni si è occupato di economia, politica internazionale, innovazione tecnologica, management e cultura d'impresa su riviste cartacee e giornali online. Ha presentato eventi e ha moderato tavole rotonde con protagonisti manager di aziende di fronte a professionisti di vari settori in location di alto livello. Tra le sue esperienze lavorative precedenti, ci sono quelle al quotidiano online Lettera43.it e in LC Publishing Group, oltre a numerose collaborazioni con testate italiane e straniere, da Pambianco all'Independent. Laureato in Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Milano, ha conseguito un postgraduate diploma alla London School of Journalism.

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