Declinare la sostenibilità con la cittadinanza d’impresa

Si chiama “Aula 162” e prende il nome dal paragrafo 162 dell’Enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco, dove si legge che “non esiste peggiore povertà di quella che priva della dignità del lavoro”. È il progetto di inclusione lavorativa e sociale realizzata dall’associazione Next e da Procter&Gamble (P&G), nata per fornire una formazione gratuita a persone in difficoltà, con l’obiettivo di inserirle in aziende che hanno bisogno di manodopera e spesso non la trovano. L’iniziativa prevede la collaborazione sul territorio di Caritas, Croce Rossa Italiana, ManpowerGroup e Fondazione Human Age Institute, partner che aiuteranno a selezionare i profili da formare e a collocarli o ricollocarli nel mercato del lavoro.

Secondo l’associazione Next, infatti, in Italia la pandemia ha bruciato 333mila posti di lavoro, il tasso di disoccupazione si attesta all’8,9% e si registra un altissimo numero di Neet, cioè ragazzi tra i 15 e i 24 anni che non cercano un lavoro e non sono impegnati in programmi di istruzione e formazione. “Il progetto si inserisce nel programma di cittadinanza d’impresa P&G per l’Italia, con cui intendiamo contribuire in modo concreto a creare in Italia un futuro sostenibile per tutti, a livello ambientale, ma anche sociale, perché nessuna persona venga lasciata indietro”, ha dichiarato Paolo Grue, Presidente e Amministratore Delegato di P&G Italia. “Attraverso la formazione professionale e la ricerca di un lavoro, vogliamo aiutare persone che l’hanno perso a causa del Covid-19, persone vulnerabili, migranti, rifugiati e donne vittime di violenza”, ha aggiunto.

Un lavoro è sostenibile anche quando ci si sente parte della comunità

L’obiettivo è quindi quello di restituire dignità economica e sociale alle persone attraverso un’occupazione: “perché solo attraverso il lavoro si può ripartire. I sussidi statali tamponano la situazione per un periodo, ma poi bisogna far ripartire la macchina”, è il commento di Grue. Il progetto è aperto anche a diversi settori aziendali, anche per la logica di vicinanza del territorio. Per identificare i territori dove nasceranno le Aule 162 si partirà dal punto finale del percorso, ovvero dalle necessità delle aziende di reperire personale qualificato.

Inizialmente, anche per la natura del partner Number1 (operatore logistico di Parma che ha dato il via a Next), i corsi di formazione saranno soprattutto nell’area logistica, ma a seconda dei diversi bisogni delle imprese alle quali l’Associazione Next e P&G proporranno di inserire le persone formate, sarà possibile adattare la proposta formativa creando percorsi on demand. Le prime due aule sono previste in provincia di Milano e Parma.

Alcuni partner affiancheranno P&G e Next nell’identificare le persone da formare – come Croce Rossa Italiana e Caritas, sia nazionale sia locale – altri daranno il loro aiuto per collocare le persone ‘in uscita’ dal programma, cioè ManpowerGroup e Fondazione Human Age Institute. “Lavoro sostenibile significa poter esprimere sé stessi, sentirsi realizzati e parte attiva di una comunità. La nostra idea di responsabilità sociale è proprio questa: vogliamo aiutare le persone senza occupazione a collocarsi o ricollocarsi, investendo sulla loro crescita e sull’acquisizione di nuove competenze”, ha affermato Riccardo Barberis, Amministratore Delegato ManpowerGroup Italia.

“Il nostro contributo sarà concreto: le aziende clienti sono di tantissimi settori. Non solo selezioneremo le persone, ma non le lasceremo sole una volta entrate in azienda”, ha aggiunto.

Manpower ha in programma di aiutare poi le stesse imprese a vedere il progetto come elemento di crescita. “Lo facciamo localmente e in termini di sussidiarietà: il coinvolgimento delle persone che lavorano nelle aziende che aderiscono a questi progetti è fondamentale per fare dei passi avanti nel fronte della sostenibilità”, ha concluso.

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Elisa Marasca

Elisa Marasca è giornalista professionista e consulente di comunicazione. Laureata in Lettere Moderne all’Università di Pisa, ha conseguito il diploma post lauream presso la Scuola di Giornalismo Massimo Baldini dell’Università Luiss e ha poi ottenuto la laurea magistrale in Storia dell’arte presso l’Università di Urbino. Nel suo percorso di giornalista si è occupata prevalentemente di temi ambientali, sociali, artistici e di innovazione tecnologica. Da sempre interessata al mondo della comunicazione digital, ha lavorato anche come addetta stampa e social media manager di organizzazioni pubbliche e private nazionali e internazionali, soprattutto in ambito culturale.

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