Disoccupazione e bassi compensi, il Covid penalizza i giovani
È la generazione che ha affrontato in soli 12 anni ben due crisi economiche globali: la crisi finanziaria nel 2008 e ora la pandemia. Il coronavirus, dicono gli osservatori, sta oscurando le prospettive lavorative di centinaia di migliaia di giovani. In Spagna la metà di tutti i posti di lavoro persi dall’inizio della crisi da […]

È la generazione che ha affrontato in soli 12 anni ben due crisi economiche globali: la crisi finanziaria nel 2008 e ora la pandemia. Il coronavirus, dicono gli osservatori, sta oscurando le prospettive lavorative di centinaia di migliaia di giovani.
In Spagna la metà di tutti i posti di lavoro persi dall’inizio della crisi da Covid-19 – circa 460mila –appartenevano a Under 35. Ad aprile 2020, la disoccupazione tra gli spagnoli di età compresa tra i 25 e i 29 anni è aumentata del 13,1%. Nel primo trimestre dell’anno ha raggiunto quota 33% tra i lavoratori sotto i 25 anni, due punti percentuali e mezzo in più rispetto all’ultimo trimestre del 2019.
I più penalizzati sembrano proprio coloro che nel 2008 avevano tra i 20 e i 29 anni e oggi hanno tra i 32 e i 41 anni, una generazione che in Spagna rappresenta il 14,2% della popolazione secondo l’Istituto di statistica Ine. I giovani entrati nel mondo del lavoro nel pieno della crisi finanziaria, tra il 2008 e il 2013, devono ora fronteggiare un nuovo colpo nel momento in cui stavamo cominciando a rimettersi in piedi e camminare sulle proprie gambe.
“L’impatto sarà enorme perché i giovani sono partiti in una situazione già vulnerabile, caratterizzata da grande precarietà, e non hanno ancora finito di pagare il conto della crisi precedente”, ha detto a El País María Angeles Davia Rodríguez, professoressa all’Università di Castilla-La Mancha.
Entrare nel mondo del lavoro in tempi di recessione, infatti, ha conseguenze negative e persistenti sull’andamento della retribuzione negli anni successivi. Secondo una ricerca di CaixaBank, tra il 2008 e il 2016 il salario medio dei lavoratori tra i 20 e i 24 anni è sceso del 15%, mentre le persone tra i 25 e i 29 anni hanno perso in media il 9% delle loro entrate. Con l’effetto di mettere da parte progetti di vita familiare e riducendo ancora il numero delle nascite.
Fonte: El País
Articoli correlati

La ripresa sconvolge (in positivo) il mercato del lavoro
Milioni di persone stanno lasciando volontariamente il proprio posto di lavoro. Secondo il Labor Department statunitense, quasi 4 milioni di…

No coinvolgimento no party (in ufficio)
Pizza party e gite in campagna con la classe possono suscitare grande entusiasmo negli studenti. Quando invece è un adulto che si vede…

Dimmi dove vivi e ti dirò quanto verrai pagato
È giusto parametrare gli stipendi al costo della vita della città in cui si lavora in Smart working?

Manager in smart e impiegati in ufficio
Con la pandemia, come è noto, il lavoro ibrido, che abbina presenza in ufficio e attività da remoto, ha registrato una forte diffusione; il…






