Il rientro al lavoro penalizza (sempre) le donne

Mentre in Italia si attende il nuovo congedo parentale Covid, negli Stati Uniti le mamme sono tornate al lavoro. Annunciato dalla Ministra della Famiglia Elena Bonetti, il provvedimento a sostegno dei dipendenti pubblici e privati con figli sotto ai 16 anni è incluso nel decreto Sostegno, con un investimento di 200 milioni di euro. Prevede una riduzione del 50% dello stipendio e toccherà a uno dei due genitori. Gli ultimi mesi hanno, però, dimostrato che nella maggioranza dei casi è la donna a restare a casa con i figli. E non solo in Italia (del tema se n’è parlato anche nella puntata del 12 marzo 2021 di PdM Talk).

Negli Usa ad aprile 2020 il numero di donne lavoratrici con figli in età scolare è crollato del 22% rispetto allo stesso mese del 2019, mentre la quota di padri lavoratori attivi è diminuita del 15,5%. In autunno, tuttavia, con la ripresa delle attività e anche dell’occupazione, il divario si è assottigliato e il dato, sia tra i padri sia tra le madri, si è attestato intorno al 7%.

“Nessuna delle due categorie ha recuperato i livelli di lavoro attivo pre-pandemia, ma le madri non sono più colpite in modo sproporzionato”, ha spiegato al New York Times Misty Heggeness, economista e co-autrice dell’analisi del Census Bureau. Al momento solo un quarto dei bambini americani è tornato a scuola a tempo pieno e in molti casi le responsabilità di cura dei figli non sono diminuite. “In qualche modo dovremmo essere più preoccupati ora. Ci sono ancora bambini di cui occuparsi e in aggiunta tutto il lavoro che va fatto”.

Anche nel 2021 le madri faticano più dei padri a trovare un’occupazione. A gennaio, gli Usa hanno registrato 1,4 milioni di madri lavoratrici in meno rispetto al 2020, a fronte di 1 milione di padri in meno. Mentre le mamme sono tornate al lavoro, l’occupazione degli uomini con figli è rimasta costante.

In generale, secondo i dati elaborati dal Census Bureau, la crisi sta colpendo uomini e donne in modo simile. A differenza della crisi finanziaria, che si è rivelata molto più dura per le posizioni ricoperte dagli uomini, la crisi pandemica si è abbattuta però su settori a più alta occupazione femminile. E quando le scuole e i centri per l’infanzia hanno chiuso, è toccato alle mamme più che ai papà assumersi le responsabilità di cura e di didattica a distanza.

Fonte: New York Times

occupazione femminile, madri lavoratrici, congedo parentale


Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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