La Cisl propose lo Smart working per la scuola, ma il Ministero si oppose

Il diritto allo Smart working, di cui si sta discutendo in Germania, potrebbe diventare realtà anche in Italia. Il decreto Rilancio all’esame dei Consiglio dei ministri prevede infatti che, fino al termine dello stato di emergenza legato al Covid-19, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con almeno un figlio minore di 14 anni possano decidere liberamente di ricorrere al lavoro agile, anche in assenza degli accordi individuali, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

Un ambito nel quale si discute della possibilità di applicare lo Smart working è quello della scuola. Nella puntata dell’8 maggio 2020 di PdM Talk, Maddalena Gissi, Responsabile Scuola Cisl, ha raccontato che negli scorsi anni il sindacato aveva provato a inserire la possibilità di fare Smart working per gli insegnanti, ma la risposta arrivata dal Ministero dell’Istruzione era stata negativa.

Sempre in ambito scuola, Francesco Varanini, Direttore Responsabile di Persone&Conoscenze, sostiene che non sia corretto rendere virtuale la realtà: “Le tecnologie digitali dovrebbero portarci a una nuova logica di rete, non replicare la struttura tradizionale”.

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