Smart working come diritto? La Germania ci riprova

Allo studio una legge che garantirebbe a tutti i lavoratori almeno 24 giorni di lavoro agile all’anno.

Almeno 24 giorni l’anno, estesi a quanti più lavoratori possibili. È l’obiettivo che si è posto il Ministro del Lavoro tedesco Hubertus Heil, in questi giorni tornato all’opera sulla redazione di una nuova legge per il lavoro ‘mobile’ che punta a riconoscere a tutti il diritto di lavorare da casa anche una volta conclusa l’emergenza della pandemia. Se ne era già parlato in aprile 2020 in piena fase acuta dell’emergenza sanitaria e l’idea, ripresa anche dal nostro quotidiano, era stata criticata dagli esperti nostrani di Smart working.

Sempre in un’intervista alla Bild Am Sonntag, Heil ha detto di voler far sì che, laddove possibile, tutti i lavoratori siano legalmente autorizzati a ricorrere al Remote working almeno per 24 giorni all’anno. E c’è di più: la sua proposta mira anche a un miglior bilanciamento tra lavoro e famiglia, prevedendo che, nel caso in cui entrambi i genitori abbiano un impiego che permette una modalità agile, sia riconosciuto a ciascuno di loro di lavorare da casa un giorno a settimana, in maniera alternata.

Per il Ministro tedesco, l’obiettivo dei 24 giorni annuali è il requisito minimo. Dipendenti e datori di lavoro potranno poi accordarsi individualmente, tramite contratto collettivo o mediante accordo aziendale per aumentare il tempo di lavoro da casa. Ogni lavoratore avrà, quindi, il diritto di negoziare la misura, anche se il suo responsabile potrà negarne l’applicazione in presenza di valide ragioni. La nuova legge, ancora allo studio, punta a introdurre anche la previsione di una documentazione digitale delle ore di lavoro, sia quelle svolte a casa sia quelle trascorse in ufficio. Uno strumento per evitare che il lavoro da remoto si prolunghi in maniera incontrollata e per mettere fine agli eccessi di straordinari.

Fonte: Bild Am Sonntag

Smart working, lavoro agile, Germania, diritto


Giorgia Pacino

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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