Venezia

Veneto, locomotiva del Manufacturing in ritardo sul digitale

Aperto al mercato estero e sulla buona strada verso la digitalizzazione. Il Veneto con le sue imprese è tra i motori principali del tessuto produttivo italiano: sa proporsi bene sui mercati stranieri e sa cogliere le maggiori opportunità offerta dalla trasformazione digitale. Nel 2017 – ultimo anno per cui sono disponibili dati ripartiti per regioni – l’Istat ha quantificato il Pil del Veneto in 162,5 miliardi di euro, pari al 9,4% del Pil italiano. Una marcia in più per affrontare le difficoltà emerse in tempi di Coronavirus.

Qual è la ricetta delle imprese venete per rilanciare il Manufacturing? A raccontarlo sono le stesse aziende: il 14 luglio 2020 FabbricaFuturo, il progetto multicanale della casa editrice ESTE di cui Parole di Management è Media Partner, fa tappa – virtualmente – a Venezia per incontrare gli attori del mercato manifatturiero del Nord Est. Dopo aver collezionato le voci delle aziende di LeccoBologna e Brescia, tutte raccolte nella sezione “Fabbrica e Futuro?” di Parole di Management, tocca ora alle imprese venete condividere la loro esperienza nell’era del post Covid.

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Per comprendere i trend macroeconomici del territorio, Parole di Management si è affidata, come già accaduto in occasione delle tappe di Bologna e di Brescia, ai dati elaborati da Cribis, società del Gruppo Crif e parte del Dun & Bradstreet Worldwide Network, l’alleanza tra fornitori locali di business information.

Secondo l’analisi della società specializzata in informazioni commerciali su aziende italiane ed estere, in Veneto sono 428.576 le imprese attive. La provincia più prolifica è quella di Verona, che con 86.181 aziende rappresenta da sola il 20% del tessuto produttivo della Regione. Seguono Padova, staccata di poco con 85.354 imprese (19,9%), Treviso con 78.925 (18,4%) e Vicenza che ne conta 72.508 (16,9%). Venezia è la quinta città per numero di imprese: ce ne sono 68.493, pari al 16% di tutte le attività presenti sul territorio regionale.

La città più orientata al digitale è Verona

Anche per questa tappa, due sono gli aspetti esaminati con più attenzione: la digital attitude e l’internazionalizzazione. L’analisi di Cribis individua il numero di imprese venete, provincia per provincia, che ottengono ottimi punteggi in entrambi gli ambiti. L’attitudine digitale misura gli investimenti in Digital marketing e per la Digital transformation, ma anche la copertura della banda larga nel Comune in cui ha sede l’azienda e l’utilizzo del canale Internet per il business, sia sotto forma di sito web – purché strutturato, efficace e aggiornato – sia sul fronte dell’attività di ecommerce.

Non sono ancora moltissime le imprese venete che possono vantare una spiccata attitudine digitale. Sulle oltre 400mila imprese attive nella Regione, soltanto 30.777 ottengono punteggi alti in questo ambito. La città più innovativa è Verona, con 5.910 imprese votate al digitale. A livello di percentuali, è un ex aequo tra la città dell’Arena, Treviso e Vicenza: in ognuna delle tre province la digital attitude ottiene score elevati nel 2,2% delle imprese.

In proporzione al numero di attività produttive fa meglio Padova: 6.556 aziende, pari al 2,5% delle realtà più digitali. Venezia è davanti solo a Belluno e Rovigo: le organizzazioni che investono e sanno adoperare il digitale per fare business sono 4.819.

Vicenza la più internazionale, Treviso puntuale nei pagamenti

Crescono i numeri sul fronte dell’internazionalizzazione. Per natura e per storia aziendale, le imprese venete guardano con interesse oltre confine. In tutta la Regione a ottenere ottimi posizionamenti a livello di apertura all’estero è il 14,7% delle imprese, pari a 31.947 realtà produttive. L’analisi di Cribis tiene conto, in questo caso, di differenti fonti informative, dalle Camere di Commercio a certificazioni e bandi del Mise, dall’appartenenza a un gruppo societario ai rapporti con la Pubblica amministrazione, passando anche per l’uso di social network ed ecommerce rivolti a clienti stranieri.

Capofila questa volta è Vicenza: 8.018 aziende interagiscono con il mercato estero, vendendo i propri prodotti, acquistando da fornitori, trovando fonti di finanziamento o stringendo alleanze con partner stranieri. Quasi il 12% di tutte le aziende della provincia. La medaglia d’argento va a Treviso, dove 6.393 imprese coltivano un buon dialogo con l’estero (8,5%). Seguono Padova (6.620), Verona (5.304) e Venezia (3.652).

In linea con il trend diffuso in tutto il Nord Est sono le abitudini di pagamento delle imprese venete. Poco più della metà (50,9%) salda le fatture entro 30 giorni dal termine, contro la media nazionale del 34,9%. Il 42,4% delle organizzazioni venete è ancora più sollecito: paga direttamente alla scadenza. Appena il 6,7% supera il mese di attesa. La provincia più virtuosa è Treviso, con il 45,8% di aziende puntuali con le scadenze. Superano la media regionale anche Belluno, Verona e Vicenza.

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Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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